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Meloni si deve dimettere? Cosa ne pensano gli italiani: il sondaggio

Pubblicato: 25/03/2026 07:35

Dopo la vittoria del No al referendum sulla giustizia, il tema politico che si impone non è solo quello degli equilibri tra partiti, ma soprattutto quello della tenuta del governo e della leadership di Giorgia Meloni. È qui che il sondaggio dell’Istituto Noto per Porta a Porta offre una fotografia netta: la maggioranza degli italiani non chiede un passo indietro della premier, ma il dato è meno solido di quanto possa sembrare a prima vista. Il risultato referendario ha aperto una crepa, più politica che numerica, che ora attraversa il consenso.

Secondo la rilevazione, il 57% degli italiani ritiene che Meloni non debba dimettersi, mentre il 29% è favorevole alle dimissioni e il 14% non prende posizione. Un equilibrio che, letto in controluce, racconta una situazione complessa: la premier regge, ma una parte significativa del Paese mette in discussione la sua guida dopo la sconfitta referendaria. Non è una crisi conclamata, ma nemmeno una piena legittimazione.

La tenuta della premier dopo il referendum

Il dato politico più rilevante è proprio questo: il consenso personale di Meloni resta maggioritario, ma entra in una fase più mobile. La vittoria del No non si traduce in una richiesta immediata di cambio di governo, ma segna un punto di svolta nel clima politico. Il governo non cade, ma viene percepito come più esposto, meno impermeabile alle oscillazioni dell’opinione pubblica.

A rafforzare questa lettura c’è anche la crescita della partecipazione: l’affluenza stimata sale al 60%, tre punti in più rispetto alla precedente rilevazione. Un segnale che indica un elettorato più attivo e potenzialmente più esigente, meno disposto a restare fermo e più incline a rimettere in discussione gli equilibri consolidati.

I partiti si muovono, ma senza scosse

Sul piano dei partiti, il sondaggio conferma che il centrodestra resta avanti, ma registra piccoli arretramenti. Fratelli d’Italia scende al 29% (-0,5), mentre crescono sia il Partito democratico al 22% (+0,5) sia il Movimento 5 stelle al 13% (+0,5). Nel complesso, il centrodestra si attesta al 47,3% (-0,2), mentre il campo largo arriva al 44%, accorciando la distanza ma senza cambiare i rapporti di forza.

Il sondaggio, quindi, non certifica un ribaltamento, ma racconta un passaggio politico preciso: la leadership di Meloni non è in discussione immediata, ma entra in una fase di verifica. La domanda sulle dimissioni, più che un rischio concreto nell’immediato, diventa il segnale di un equilibrio che non è più scontato. Ed è spesso da queste crepe, prima invisibili, che iniziano i cambiamenti più profondi.

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Ultimo Aggiornamento: 25/03/2026 07:41

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