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“Elly Schlein trema”. Sondaggi clamorosi: in due sono pronti a farle le scarpe

Pubblicato: 27/03/2026 19:21

C’è una ragione precisa dietro il cambio di tono di Elly Schlein, passata nel giro di 24 ore dalla disponibilità alle primarie a una posizione più prudente. Il motivo è uno solo: i sondaggi politici, che stanno ridisegnando gli equilibri nel campo progressista.

Anche tra i dirigenti del Partito Democratico si fa strada una linea più attendista, sintetizzata nel principio secondo cui “chi prende più voti esprime il candidato premier”. Una formula che riflette i nuovi rapporti di forza.

A fotografare la situazione è un sondaggio dell’istituto Izi pubblicato dal quotidiano Domani, che evidenzia uno spostamento del consenso verso Giuseppe Conte, oggi in vantaggio tra gli elettori di centrosinistra.

Nel dettaglio, nello scenario con più candidati, l’ex premier raccoglie il 38,1% delle preferenze, seguito da Silvia Salis al 30,4% e dalla stessa Schlein ferma al 18,9%. Più distanti Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli.

Quando il campo si restringe a tre candidati – Conte, Schlein e Salis – il leader del Movimento 5 Stelle rafforza ulteriormente la sua posizione, salendo al 42,6%, mentre Schlein si ferma al 22,7%.

A sorprendere è soprattutto la crescita di Silvia Salis, che in tutte le simulazioni supera la segretaria del Pd, accreditandosi come possibile alternativa interna al fronte progressista.

Nei confronti diretti, Conte batte Schlein con il 59,3% contro il 40,7%, mentre Salis supera la leader dem con il 55,8% contro il 44,2%. Nel testa a testa tra Conte e Salis, il vantaggio resta al primo, ma si riduce al 57% contro il 43%.

Un secondo sondaggio, realizzato da Only Numbers per RTI, conferma il trend: Conte è al 30,5%, seguito da Salis al 23,1% e Schlein al 22,6%, con Bonelli e Matteo Renzi più distanti.

Infine, alla domanda su chi sia più attrezzato per battere Giorgia Meloni, gli elettori progressisti indicano ancora Conte come favorito con il 34,2%, davanti a Salis (24,7%) e Schlein (18,9%), consolidando un quadro tutt’altro che favorevole per la segretaria del Pd.

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