Vai al contenuto

Maurizio Gasparri, il retroscena: come si è arrivati alle sue dimissioni

Pubblicato: 27/03/2026 12:20

Il referendum sulla giustizia ha innescato un effetto domino che arriva fino ai vertici di Forza Italia. Ieri pomeriggio il senatore Maurizio Gasparri ha rassegnato le dimissioni da capogruppo al Senato, aprendo la strada alla nomina di Stefania Craxi, scelta voluta e sostenuta da Marina Berlusconi. L’avvicendamento segna un tentativo di rinnovamento interno, senza sconvolgere le cariche chiave del partito, ma con chiari obiettivi politici e simbolici.

Secondo fonti interne, la decisione della famiglia Berlusconi mira a ridare equilibrio al partito, che negli ultimi anni ha assunto un carattere eccessivamente romano, allontanandosi dall’anima milanese-lombarda con cui Silvio Berlusconi aveva fondato il movimento. La nuova leadership al Senato, con Craxi, intende rafforzare i legami con imprenditori e partite Iva, puntando a una comunicazione meno rivolta ai palazzi romani e più centrata sugli elettori moderati e sulla base territoriale.
Leggi anche: Forza Italia, Gasparri si dimette da capogruppo al Senato: al suo posto Stefania Craxi

Dimissioni e successione: la giornata al Senato

L’annuncio delle dimissioni di Gasparri è arrivato nel primo pomeriggio, anticipando l’effetto di una raccolta firme interna (14 senatori su 20) che denunciava una campagna referendaria troppo urlata e distante dall’elettorato moderato. Gasparri ha motivato la scelta con una nota ufficiale: «Ho deciso di lasciare il mio incarico da capogruppo al Senato di Forza Italia. Chi ha un lungo percorso basato sulla solidità e il senso del dovere sa come gestire tempi e momenti complessi».

Alle 16.30 i senatori azzurri si sono riuniti per formalizzare le dimissioni e nominare Stefania Craxi nuova guida del gruppo. Contestualmente, Gasparri è stato proposto come candidato alla presidenza della Commissione Esteri e Difesa, incarico precedentemente ricoperto da Craxi.

Il segretario di Forza Italia, nonché vicepremier, Antonio Tajani, ha espresso gratitudine verso Gasparri per il lavoro svolto e auguri a Craxi per il nuovo incarico: «È un partito vivo, un punto di riferimento per tutti quegli italiani che si riconoscono nei valori della libertà e del popolarismo». Anche il portavoce nazionale Raffaele Nevi ha sottolineato la lealtà e la coerenza di Gasparri, evidenziando la sua preziosa conoscenza delle istituzioni.

Strategie di rinnovamento e equilibrio interno

Il cambiamento, spiegano fonti vicine a Fininvest, non rappresenta una rivoluzione interna ma un segnale chiaro di rinfrescata: un equilibrio tra continuità e apertura generazionale. L’obiettivo è riequilibrare il partito sul territorio e recuperare quel legame con la base milanese-lombarda spesso trascurato negli ultimi anni. La famiglia Berlusconi ribadisce la stima verso Tajani e conferma la fiducia nella linea politica del segretario.

Il clima all’interno del partito resta comunque vivace. Recentemente, alcuni esponenti hanno chiesto a Tajani di congelare i congressi regionali, mentre il deputato siciliano Salvo Tomarchio ha richiamato all’unità, sottolineando le difficoltà derivanti dalle continue lotte interne.

Reazioni dell’opposizione e commenti esterni

L’avvicendamento al Senato non è passato inosservato. L’opposizione interpreta il cambio di guida come un segnale di debolezza interna. Elly Schlein, leader del PD, parla di un governo «che sta cadendo a pezzi sotto il peso della propria arroganza», mentre Francesca Pascale auspica che Tajani continui la sua carriera come ministro degli Esteri e, in prospettiva, liberi il partito da un eccesso di dirigenti di lunga data, definendo la mossa come una possibile apertura generazionale per Forza Italia.

In sintesi, la sostituzione di Gasparri con Stefania Craxi rappresenta un cambio strategico ponderato, con l’obiettivo di riequilibrare il partito e consolidare i legami con la base territoriale, senza però mettere in discussione la leadership di Tajani. Una mossa che riflette la volontà della famiglia Berlusconi di orientare Forza Italia verso una politica più radicata sul territorio, con un occhio alla moderazione e al dialogo con imprenditori e cittadini.

Il percorso di rinnovamento appare graduale, senza rivoluzioni immediate, ma con segnali chiari: una nuova gestione del gruppo al Senato e la possibilità di valorizzare figure come Craxi, in grado di dare linfa e modernità al partito, pur mantenendo saldo il legame con la tradizione e i valori storici di Forza Italia.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure