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Pd, pranzo segreto tra Silvia Salis e Dario Franceschini: il piano per sostituire Elly Schlein

Pubblicato: 27/03/2026 08:42

Dopo la vittoria del referendum sulla giustizia, il quadro politico interno al Partito Democratico entra in una fase di forte fermento. Secondo quanto ricostruito da Libero, il risultato referendario ha riacceso le dinamiche di potere dentro il Nazareno, rendendo di fatto contendibile la segreteria del Pd in vista delle prossime elezioni politiche. Uno scenario che potrebbe trasformarsi in una sfida tutta al femminile, con equilibri ancora in via di definizione.

Al centro della scena resta Elly Schlein, rafforzata dal successo del “No”, che ora potrebbe trovarsi a difendere la leadership del partito. A insidiarla, almeno sul piano potenziale, è Silvia Salis, considerata una figura emergente nel panorama dem ma al momento defilata ufficialmente dalla corsa. Una prudenza che, tuttavia, non sembra escludere del tutto un suo coinvolgimento futuro.
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Sfida interna e ruolo di Franceschini

A muoversi dietro le quinte è ancora una volta Dario Franceschini, figura chiave nelle dinamiche interne del partito. Il suo ruolo di king maker della segreteria del Pd viene confermato anche in questa fase, con una capacità riconosciuta di influenzare gli equilibri e orientare le scelte strategiche.

Proprio in quest’ottica si inserisce l’incontro avvenuto a Genova tra Franceschini e Salis, un confronto diretto che avrebbe avuto l’obiettivo di testare la solidità politica della possibile candidata. Un passaggio che segnala come le manovre interne siano già in corso, nonostante le dichiarazioni ufficiali di distanza dalla competizione.

Uno dei nodi principali riguarda il tema delle primarie Pd, da sempre elemento identitario ma anche fonte di divisioni. Salis ha espresso chiaramente le sue perplessità, ritenendo che lo strumento rischi di accentuare le fratture in un partito già storicamente segnato da tensioni interne. Una posizione in netto contrasto con quella di Schlein, che proprio attraverso le primarie ha costruito la propria leadership.

Il fattore Conte e il peso mediatico

Nel confronto tra le possibili protagoniste della sfida interna, emerge anche un terzo elemento capace di influenzare gli equilibri del cosiddetto campo largo. Si tratta di Giuseppe Conte, che secondo la ricostruzione starebbe consolidando una posizione di vantaggio anche grazie alla visibilità mediatica.

Un segnale in questa direzione arriverebbe dalla presenza costante dell’ex premier nei principali programmi televisivi di La7, emittente riconducibile a Urbano Cairo. La partecipazione a trasmissioni di punta come DiMartedì e Piazzapulita rappresenterebbe un elemento non secondario nella costruzione del consenso e nella definizione degli equilibri politici futuri.

In questo contesto, la stessa Schlein appare relegata a spazi televisivi meno centrali, un dettaglio che, pur non rappresentando una bocciatura definitiva, contribuisce a delineare una tendenza.

Equilibri in evoluzione nel Pd

Il risultato del referendum ha dunque aperto una nuova fase per il Partito Democratico, in cui la leadership appare meno solida e più esposta a possibili sfide interne. Tra correnti, strategie e visibilità mediatica, il percorso verso le prossime elezioni si annuncia complesso e ricco di incognite.

La partita resta aperta e, al momento, priva di un esito scontato. Le dinamiche interne al partito, unite ai rapporti con gli alleati e al peso crescente dei fattori esterni, continuano a ridefinire gli equilibri di un quadro politico in costante movimento.

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