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Vittorio Feltri su Giorgia Meloni: “Reazione scomposta, ora deve votarsi a Sant’Antonio”. E sulla Santanché: “A cena con lei pagavo io il conto”

Pubblicato: 27/03/2026 12:21

Il panorama politico italiano, già scosso dal recente terremoto referendario, si arricchisce delle analisi al vetriolo di Vittorio Feltri. Il direttore editoriale del Giornale e consigliere di FdI in Regione Lombardia non ha usato mezzi termini per bocciare la gestione del post-voto da parte di Giorgia Meloni. Intervistato da Tommaso Rodano, Feltri ha definito il repulisti della premier come «una reazione scomposta, un mutamento talmente improvviso e inatteso che non riesco neanche a commentarlo». Il parallelo con la caduta di Matteo Renzi nel 2016 è quasi d’obbligo e il direttore lo accetta senza sconti: «Giusto. Renzi volava, prima di perdere quella elezione, poi per gli italiani è diventato un mezzo pirla. E tuttora rimane un coglioncione agli occhi di molti».

Sant’Antonio, furbacchioni e conti da pagare

Alla domanda cruciale su come la leader debba muoversi per raddrizzare la rotta, la ricetta di Feltri è caustica: «Votarsi a Sant’Antonio». Nonostante l’ironia pungente, il giornalista esclude però un declino definitivo: «Sarebbe anche ridicolo pensare che la possano fare fuori dopo averla trattata come la Madonna. Non riesco a immaginare un futuro agro per la ragazza». Lo sguardo si sposta poi inevitabilmente su Daniela Santanché. Per Feltri «è un fatto certo che la Santanché sia una furbacchiona», sottolineando come sia stata difesa strenuamente dalle vicende giudiziarie per poi godere del beneficio del silenzio. Sulla questione dei conti al ristorante, sollevata dalla ministra nella sua lettera d’addio, il direttore replica con la consueta schiettezza: «A cena ho sempre pagato io, è una cosa a cui sono purtroppo abituato». I due, storici frequentatori del ristorante milanese Il Baretto, hanno vissuto alterne vicende amicali, inclusa la celebre stoccata di Feltri che paragonò lei e Alessandro Sallusti a «Rosa e Olindo».

L’intervista tocca anche altri nomi caldi del governo. Su Andrea Delmastro e la controversa vicenda dell’investimento nella bisteccheria legata a ambienti malavitosi, Feltri si mostra quasi incredulo: «Ma come gli è venuto in mente? Ci sono anche persone intelligenti che fanno cose cretine». Tranchant, invece, il giudizio sulla “zarina” uscente della Giustizia, Giusi Bartolozzi«Non posso dare neanche un parere, non la conosco. Tutta questa storia della giustizia è una gran rottura di coglioni». In un clima di incertezza istituzionale, le parole di Feltri confermano la tensione che attraversa la maggioranza, dove anche i fedelissimi iniziano a dubitare della tenuta del “cerchio magico” di Palazzo Chigi.

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Ultimo Aggiornamento: 27/03/2026 13:43

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