
Sono ore di forte tensione a Silvi, in provincia di Teramo, dove una frana in rapido peggioramento ha provocato il crollo di una villetta e l’evacuazione di diverse abitazioni. Il movimento del terreno, attivo da settimane, ha subito un’accelerazione improvvisa nelle ultime ore, trasformando la zona collinare in uno scenario di emergenza. Il cedimento è stato preceduto da rumori sinistri, poi il collasso: parte del tetto e del piano superiore dell’edificio sono venuti giù, mentre il terreno continuava a scivolare.
La situazione appare estremamente instabile e in continua evoluzione. Il dissesto ha già inghiottito porzioni della carreggiata e alberi, modificando in modo evidente il paesaggio e mettendo a rischio nuove strutture. Le autorità locali monitorano costantemente l’area, mentre cresce la preoccupazione tra i residenti, costretti a lasciare le proprie case per ragioni di sicurezza.
Emergenza in peggioramento
Il punto più critico resta quello lungo la strada provinciale 29/b, già chiusa nei giorni scorsi, dove si è aperta una profonda voragine che ha reso impraticabile l’intero tratto. Il terreno continua a muoversi e a cedere, rendendo impossibile qualsiasi intervento immediato di ripristino. La frana, infatti, non si è fermata e continua a trascinare con sé pezzi di infrastrutture e vegetazione.
Sul posto sono intervenuti il sindaco Andrea Scordella, i vigili del fuoco e la Protezione civile, impegnati nelle operazioni di messa in sicurezza e assistenza alla popolazione. Due abitazioni erano già state evacuate nei giorni precedenti, ma il rapido aggravarsi della situazione ha reso necessario ampliare le misure di prevenzione.
Fondi e interventi urgenti
Di fronte all’emergenza, la Regione ha stanziato 244mila euro per affrontare gli interventi più urgenti. La decisione è arrivata nel corso di un vertice convocato dal prefetto di Teramo, Fabrizio Stelo, con l’obiettivo di coordinare le azioni e contenere i danni.
L’assessore regionale alle Infrastrutture, Umberto D’Annuntiis, ha spiegato che per il primo smottamento – quello che ha causato la chiusura della SP 29 in contrada Vallescura – esiste già una soluzione operativa, con l’obiettivo di riaprire la strada nel giro di pochi giorni. Più complessa, invece, la gestione del nuovo fronte franoso in località Santa Lucia, per il quale saranno necessari ulteriori passaggi tecnici prima di poter accedere a finanziamenti strutturali.
Il precedente che preoccupa
Quanto sta accadendo riaccende i timori legati al rischio idrogeologico, soprattutto in territori già fragili. Il caso richiama quanto avvenuto a Niscemi, in provincia di Caltanissetta, dove una frana devastante ha distrutto parte del centro abitato, costringendo oltre 1.600 persone ad abbandonare le proprie case.
Anche in quel caso si trattava di un’area già classificata a rischio, colpita in passato da eventi simili. Il crollo aveva aperto un’inchiesta giudiziaria per accertare eventuali responsabilità legate a interventi mai realizzati e fondi non utilizzati. Un precedente che oggi torna alla mente mentre a Silvi la terra continua a muoversi, lasciando aperti interrogativi sulla gestione del territorio e sulla prevenzione.


