
La notte torna a essere il momento più fragile della guerra. Mentre le città si svuotano e le luci si spengono, i cieli sopra l’Ucraina si riempiono ancora una volta di droni e missili. È in queste ore che il conflitto mostra il suo volto più crudo: quello che colpisce quartieri residenziali, ospedali e infrastrutture civili, lontano da qualunque linea del fronte. Il bilancio è pesante, e racconta una guerra che continua a consumarsi anche – e soprattutto – lontano dagli obiettivi militari dichiarati.
Nel corso della notte, le forze russe hanno condotto una nuova ondata di raid su diverse aree del Paese, causando almeno tre morti e numerosi feriti. Ma alla violenza degli attacchi è seguita anche la risposta di Kiev, che ha colpito il territorio russo, portando la guerra oltre i propri confini e alimentando una spirale che appare sempre più difficile da contenere.
Raid russi su Odessa e Kryvyi Rig
A Odessa, i bombardamenti hanno colpito anche un reparto di maternità e un quartiere residenziale, causando un morto e undici feriti, tra cui un bambino. Le autorità locali parlano di danni estesi a strutture civili e infrastrutture strategiche, confermando che tra gli obiettivi colpiti ci sono anche attività commerciali e il porto. Più a nord, a Kryvyi Rig, altre due persone hanno perso la vita nei raid, secondo quanto riferito dal responsabile militare locale.
Gli attacchi non si sono fermati qui. Nelle regioni di Poltava e Dnipro si registrano ulteriori bombardamenti, con altre vittime e feriti. Un’offensiva diffusa, che conferma l’intensità della pressione russa su più fronti e la difficoltà per le difese ucraine di coprire simultaneamente territori così ampi.
La risposta di Kiev e le parole di Zelensky
Alla serie di attacchi russi è seguita la risposta ucraina. Un’operazione ha colpito la città di Iaroslavl, a nord di Mosca, dove le autorità locali hanno riferito della morte di un bambino e del ferimento grave dei genitori. Un episodio che segna ancora una volta il superamento della linea simbolica del territorio nazionale russo, ormai sempre più esposto alle ritorsioni.
Il presidente Volodymyr Zelensky ha condannato duramente i bombardamenti, parlando apertamente di “terrorismo contro i civili”. Secondo il leader ucraino, gli attacchi – condotti con circa sessanta droni – non avevano alcun obiettivo militare e hanno colpito deliberatamente strutture civili, tra cui la maternità nel distretto di Primorskyi. Zelensky ha ribadito che “ogni attacco di questo tipo dimostra che la Russia non ha alcuna intenzione di porre fine alla guerra” e ha sottolineato come un allentamento della pressione internazionale sarebbe, in questo contesto, estremamente pericoloso.
Nel suo messaggio, il presidente ha insistito sulla necessità di rafforzare contemporaneamente difesa e diplomazia, parlando di sforzi coordinati per proteggere vite umane, città e infrastrutture. Parole che riflettono una linea sempre più netta: quella di un conflitto destinato a proseguire, senza segnali concreti di de-escalation nel breve periodo.


