
La crisi in Medio Oriente entra in una fase sempre più instabile, con attacchi incrociati, dichiarazioni che alzano il livello dello scontro e nuovi fronti che si aprono tra Iran, Israele e attori regionali. Nelle ultime ore si registra un salto di qualità militare e politico, mentre la diplomazia appare fragile e intermittente. Dalla morte di un casco blu Unifil nel sud del Libano agli attacchi su Teheran, fino alle mosse degli Stati Uniti e alle dichiarazioni di Donald Trump, il quadro che emerge è quello di un conflitto che rischia di allargarsi ben oltre i confini iniziali. Intanto aumentano le pressioni internazionali per chiarire responsabilità e contenere l’escalation, ma sul terreno prevale la logica militare.
17:35 – Quarto missile dall’Iran verso la Turchia intercettato dalla Nato
Il ministero della Difesa turco ha affermato che un missile balistico dall’Iran è stato intercettato dai sistemi di difesa aerea e missilistica della Nato, schierati nel Mediterraneo orientale, dopo essere entrato nello spazio aereo turco. Quello di oggi è il quarto missile dall’Iran verso la Turchia ad essere intercettato dal sistema difensivo della Nato da quando è iniziato il conflitto.

16:40 – Altri due soldati Unifil morti in Libano, tre vittime in poche ore
Altri due soldati Onu sono morti in Libano oggi: sarebbero caschi blu indonesiani, che operavano nella zona sud est del Paese. Almeno un’altra persona sarebbe rimasta ferita. Sarebbero così tre i soldati di Unifil morti nell’arco di poche ore.

14:10 – Trump: “Discussione con nuovo regime Iran, grandi progressi”
Il presidente americano Donald Trump ha assicurato che sono in corso trattative con le nuove autorità iraniane e che sono stati fatti passi avanti: “Gli Stati Uniti d’America sono in serie discussioni con un nuovo e più ragionevole regime per porre fine alle nostre operazioni militari in Iran. Sono stati fatti grandi progressi”.
13:20 – Raid su un orfanotrofio: 2 morti
Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa iraniana Fars, un attacco aereo attribuito a forze israelo-americane ha colpito un orfanotrofio nella città di Fardis, situata a circa 40 chilometri a ovest di Teheran, provocando la morte di almeno due persone e il ferimento di altre cinque. La notizia è stata confermata da un funzionario della sicurezza della provincia di Alborz ai microfoni di Nour News, il quale ha denunciato il coinvolgimento diretto del “regime” in questa operazione bellica; nel frattempo, le autorità locali restano impegnate nel monitoraggio dei feriti e negli accertamenti necessari per chiarire l’esatta dinamica dell’evento.

11.59 – Iran: “Proposte degli Usa sono irragionevoli”
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei ha definito le proposte degli Usa, articolate in 15 punti, come “eccessive e irragionevoli”.
Secondo quanto riferisce l’emittente dissidente iraniana, con sede a Londra, ‘Iran International’, Baghaei ha detto che non ci sono stati contatti diretti con gli Stati Uniti e i messaggi ricevuti da Washington sono arrivati tramite intermediari, tra cui il Pakistan.
10.25 – La Spagna chiude lo spazio aereo ai mezzi militari
Il governo spagnolo ha chiuso il proprio spazio aereo ai mezzi coinvolti nell’operazione militare di Usa e Israele contro l’Iran. Secondo il quotidiano El País, che cita fonti militari e governative, il divieto non riguarda solo i velivoli direttamente impegnati nei bombardamenti, ma anche quelli di supporto, come gli aerei cisterna per il rifornimento in volo, inclusi quelli dislocati in Paesi terzi.
06:30 – Israele intercetta missili iraniani
Le Forze di Difesa Israeliane hanno confermato il lancio di missili dall’Iran verso il territorio dello Stato ebraico, attivando immediatamente i sistemi di difesa aerea su più livelli. Secondo il comunicato ufficiale, le batterie antimissile sono entrate in funzione nel giro di pochi minuti, mentre alla popolazione è stato ordinato di rifugiarsi nei bunker e nelle aree protette fino a nuovo avviso. L’episodio segna un ulteriore salto nella diretta contrapposizione tra Teheran e Tel Aviv, con il rischio di un’escalation su larga scala.
06:02 – Indonesia chiede indagine su casco blu ucciso
Il governo indonesiano ha reagito con fermezza alla morte del proprio soldato impegnato nella missione Unifil nel sud del Libano, chiedendo un’inchiesta “approfondita e trasparente” per chiarire le circostanze dell’esplosione. Secondo quanto riferito, al momento non è stata ancora identificata la provenienza del colpo o dell’ordigno che ha causato la morte del peacekeeper, mentre un secondo militare risulta gravemente ferito. Jakarta ha espresso cordoglio alla famiglia e ha avviato le procedure per il rimpatrio della salma.
06:01 – Aiea: distrutto il sito nucleare di Khondab
L’AIEA ha reso noto che il complesso nucleare di Khondab, uno dei principali siti iraniani legati ai reattori ad acqua pesante, non è più operativo a seguito dei recenti attacchi israeliani. L’analisi, basata su immagini satellitari indipendenti, evidenzia danni strutturali rilevanti che rendono l’impianto inutilizzabile nel breve periodo. L’agenzia ha comunque precisato che nel sito non risultavano presenti materiali nucleari dichiarati, elemento che non elimina però le preoccupazioni sulla stabilità dell’intero programma iraniano.
05:49 – Israele intercetta droni dallo Yemen
Le difese israeliane hanno intercettato due droni provenienti dallo Yemen, in un contesto di crescente attività militare indiretta contro Israele. Il gruppo degli Houthi, che nelle scorse ore aveva rivendicato attacchi contro Tel Aviv, non ha però confermato ufficialmente questa specifica operazione sui propri canali. Resta comunque alta la tensione, con il portavoce del movimento che ha ribadito la volontà di proseguire le offensive nei prossimi giorni, finché Israele non interromperà le operazioni militari in corso.
05:28 – Attacchi israeliani su Teheran
L’esercito israeliano ha dichiarato di aver condotto attacchi mirati contro infrastrutture militari nella capitale iraniana, segnando un ulteriore passo nella guerra aperta tra i due Paesi. I dettagli sugli obiettivi colpiti non sono stati resi pubblici, ma fonti militari parlano di operazioni selettive con l’obiettivo di indebolire le capacità strategiche di Teheran. L’azione conferma un’escalation ormai strutturale, con il conflitto che si sposta sempre più verso un confronto diretto.


