Vai al contenuto

Perquisizione a Ilaria Salis: perché il rapporto con Ivan Bonnin potrebbe essere un problema

Pubblicato: 30/03/2026 15:41

Sabato 28 marzo 2026, alle ore 7:30, il risveglio in un hotel nei pressi della Stazione Termini è stato brusco per Ilaria Salis. L’eurodeputata di Alleanza Verdi e Sinistra si trovava a Roma per la manifestazione mondiale “No Kings”, un evento oceanico nato per protestare contro la presunta deriva autoritaria degli USA e il conflitto in Iran. Tuttavia, la sua presenza nella Capitale ha fatto scattare un alert di sorveglianza internazionale su input della Germania. Quello che la Questura definisce un «atto dovuto» ha portato la polizia a bussare alla sua porta per un controllo di identificazione che ha riacceso il dibattito sullo “Stato di polizia”, ma che nasconde trame burocratiche europee ben più complesse.

Il “malinteso” di Schengen e l’ombra del nepotismo

Secondo la versione di Salis, gli agenti sono rimasti in camera per circa un’ora, ponendo domande sulla manifestazione e cercando «oggetti pericolosi», senza però rilasciare alcun verbale. La Questura di Roma ha però precisato che l’intervento è scaturito dal SIS (Sistema d’informazione Schengen): non appena l’albergatore ha inserito i dati nel portale “Alloggiati”, il database ha segnalato il nome della Salis, inserito da Berlino a marzo per presunti contatti con la «Hammerbande», un’organizzazione di estrema sinistra tedesca. Una volta accertata l’immunità parlamentare, i controlli si sono interrotti. Ma il vero “caso” politico è scoppiato per la persona che condivideva la stanza con lei: Ivan Bonnin.

Ivan Bonnin, attivista già condannato nel 2015 per scontri all’Università di Bologna con le accuse di «interruzione di pubblico servizio aggravata e violenza privata», risulta essere l’assistente parlamentare accreditato della Salis. La loro stretta vicinanza ha spinto il deputato Giovanni Donzelli ad annunciare un’interrogazione parlamentare. Il nodo non è solo il passato giudiziario di Bonnin, ma la natura del legame con l’eurodeputata. Se venisse confermato che i due sono «partner stabili», si configurerebbe una violazione palese dell’Articolo 43 dello Statuto dei deputati europei, che vieta categoricamente il nepotismo.

Le regole di Bruxelles sono ferree: i fondi UE non possono essere usati per contrattualizzare membri della cerchia affettiva. Se il legame tra Salis e Bonnin fosse accertato come sentimentale, il contratto di assistenza diventerebbe nullo e l’eurodeputata potrebbe essere costretta a restituire le indennità erogate. Mentre la Salis parla di deriva autoritaria legata al nuovo decreto sicurezza, il fronte giudiziario si sposta sulla trasparenza amministrativa e sui rigidi criteri di merito richiesti dal Parlamento Europeo, trasformando un controllo all’alba in un potenziale boomerang finanziario e politico per la rappresentante di AVS.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure