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Perugia, arrestato per terrorismo un ragazzo di 17 anni: “Progettava una strage a scuola”

Pubblicato: 30/03/2026 08:23

Un’operazione coordinata su più regioni ha portato all’arresto di un diciassettenne pescarese, residente nella provincia di Perugia, ritenuto al centro di un grave progetto criminale con finalità terroristiche. Il giovane è stato raggiunto da una misura di custodia cautelare al termine di un’indagine articolata condotta dai Carabinieri tra Abruzzo, Emilia Romagna, Umbria e Toscana. Secondo quanto emerso, avrebbe pianificato una strage in ambito scolastico, maturando un percorso di radicalizzazione in ambienti estremisti online.
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Le accuse nei suoi confronti sono pesanti: si parla di propaganda e istigazione a delinquere per motivi di odio razziale, etnico e religioso, oltre alla detenzione di materiale con finalità di terrorismo. L’attività investigativa, coordinata dalla Procura Minorile dell’Aquila, ha permesso di delineare un quadro ritenuto dagli inquirenti particolarmente allarmante, caratterizzato dalla raccolta e diffusione di contenuti estremamente pericolosi.

Materiale terroristico e istruzioni operative

Nel corso delle perquisizioni è stato sequestrato un vasto archivio digitale contenente manuali dettagliati per la costruzione di armi e dispositivi esplosivi. Tra i documenti analizzati figurano istruzioni tecniche su sostanze chimiche e batteriologiche, oltre a guide per il sabotaggio di infrastrutture e servizi essenziali. Un insieme di materiali che, secondo gli investigatori, configura una chiara finalità terroristica.

Particolarmente preoccupanti risultano le informazioni relative alla fabbricazione di armi tramite tecnologia 3D e alla preparazione del Tatp, noto anche come “madre di Satana”, un composto esplosivo caratterizzato da estrema instabilità e già utilizzato in attentati internazionali. Il possesso e la diffusione di tali contenuti evidenziano, secondo l’accusa, un livello avanzato di pianificazione.

Radicalizzazione online e contatti estremisti

Le indagini hanno inoltre ricostruito i legami del minore con ambienti virtuali di matrice estremista. In particolare, sono stati documentati contatti con il gruppo Telegram denominato “Werwolf Division”, all’interno del quale venivano diffusi contenuti legati all’ideologia neonazista, suprematista e accelerazionista.

In questi contesti, figure responsabili di gravi attentati sono state esaltate come modelli da emulare, contribuendo a rafforzare un processo di radicalizzazione. Gli inquirenti ritengono che proprio in questo ecosistema digitale si sia consolidata l’intenzione del giovane di portare a termine un attacco violento.

Il piano di attacco e le perquisizioni

Dagli elementi raccolti emerge l’ipotesi di un progetto concreto: una strage scolastica ispirata a precedenti episodi di violenza, con l’intento dichiarato di concludere l’azione con il suicidio. Un piano che, secondo gli investigatori, avrebbe potuto avere conseguenze drammatiche.

Parallelamente all’arresto, sono state eseguite sette perquisizioni nei confronti di altri minorenni residenti nelle province di Teramo, Perugia, Pescara, Bologna e Arezzo. I soggetti risultano indagati per condotte ritenute riconducibili allo stesso contesto ideologico e operativo.

L’inchiesta, avviata nell’ottobre 2025 dalla sezione anticrimine dell’Aquila, si inserisce in un più ampio filone investigativo sviluppato a livello nazionale. Gli accertamenti proseguono per chiarire l’estensione della rete e verificare eventuali ulteriori responsabilità all’interno di un ecosistema virtuale estremista che supera i confini territoriali.

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