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Scott Mills, il famoso dj licenziato dalla BBC per presunte molestie su un minore

Pubblicato: 31/03/2026 13:47

Il mondo dei media britannici è travolto da un nuovo scandalo che coinvolge uno dei volti più noti della radio pubblica. La BBC ha disposto il licenziamento immediato di Scott Mills, storico conduttore di Radio 2, dopo la diffusione di gravi accuse legate a presunti comportamenti personali inappropriati. Una decisione improvvisa che ha scosso l’emittente e acceso il dibattito nel Regno Unito.
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Un licenziamento improvviso e senza preavviso

Fino a pochi giorni prima dell’allontanamento, Scott Mills conduceva regolarmente il suo celebre breakfast show, seguito da circa 6,5 milioni di ascoltatori. Nulla lasciava presagire un epilogo così drastico. Il conduttore aveva salutato il pubblico con il consueto appuntamento al giorno successivo, ma quella trasmissione non è mai andata in onda.

La BBC ha comunicato la rescissione del contratto con effetto immediato, parlando genericamente di “comportamenti personali” non compatibili con i valori aziendali. Una formula che ha immediatamente attirato l’attenzione della stampa e generato interrogativi sulle reali motivazioni.

Le accuse e l’indagine della polizia

Secondo le ricostruzioni emerse nelle ore successive, il provvedimento sarebbe collegato a un passato segnato da accuse di molestie sessuali su un minore. I fatti risalirebbero a un periodo compreso tra la fine degli anni ’90 e l’inizio dei 2000.

Fonti giornalistiche riferiscono che il nome di Mills sarebbe stato coinvolto in un’indagine della polizia di Londra durata tre anni, tra il 2016 e il 2019. Durante quel periodo, il conduttore sarebbe stato sottoposto anche a un fermo temporaneo, episodio rimasto riservato. L’inchiesta si concluse senza sviluppi giudiziari per insufficienza di prove, ma la vicenda non sarebbe mai stata completamente archiviata sul piano reputazionale.

Il recente licenziamento lascia intendere che possano essere emersi nuovi elementi o che l’emittente abbia deciso di intervenire alla luce di una valutazione interna più severa.

Reazioni e clima interno a Radio 2

L’impatto della decisione è stato immediato anche all’interno della redazione di Radio 2. Il conduttore Jeremy Vine, collega di lunga data, ha dichiarato in diretta di aver appreso la notizia pochi minuti prima di andare in onda, definendosi “sconcertato”.

Secondo testimonianze interne, lo staff si sarebbe detto “completamente spiazzato” da una scelta così repentina, che ha portato all’uscita di scena di una figura presente in azienda dal 1998. Mills era considerato uno dei pilastri dell’emittente, con uno stipendio annuo vicino alle 360mila sterline e un forte legame con il pubblico.

Il peso dello scandalo mediatico

Il caso evidenzia ancora una volta quanto il tema delle accuse di molestie continui a rappresentare una questione centrale nel settore dei media. Anche in assenza di condanne definitive, le aziende tendono sempre più a intervenire per tutelare la propria immagine e credibilità.

La gestione del caso da parte della BBC riflette una linea di maggiore rigidità nei confronti di comportamenti ritenuti incompatibili con i valori del servizio pubblico, soprattutto quando coinvolgono figure di grande visibilità.

Un caso destinato a far discutere

La vicenda di Scott Mills si inserisce in un contesto più ampio di attenzione mediatica verso gli scandali che colpiscono personaggi pubblici. Il licenziamento immediato, unito alla riemersione di accuse risalenti nel tempo, alimenta interrogativi sulla gestione interna dei casi sensibili e sul rapporto tra giustizia, opinione pubblica e responsabilità aziendale.

Mentre il mondo della radio britannica cerca di assorbire il colpo, resta alta l’attenzione sugli eventuali sviluppi della vicenda, che potrebbe avere ripercussioni non solo sulla carriera del conduttore, ma anche sull’immagine della stessa emittente pubblica.

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