
La sconfitta della Nazionali italiana contro la Bosnia nei playoff per i Mondiali 2026 sembra aver segnato la fine dell’avventura di Gennaro Gattuso come commissario tecnico. Secondo quanto riportato da Il Messaggero, l’allenatore sarebbe pronto a dimettersi, lasciando l’incarico dopo meno di un anno alla guida degli Azzurri. Un passo indietro che arriva in un momento drammatico per il calcio italiano, che per la terza volta consecutiva non parteciperà alla fase finale della Coppa del Mondo, alimentando polemiche e riflessioni sul futuro della squadra.
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Durante la conferenza stampa successiva alla sconfitta, il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, aveva dichiarato di voler chiedere a Gattuso e al vice Gigi Buffon di rimanere alla guida della squadra, ma la scelta del tecnico sembrerebbe ormai irrevocabile. La decisione arriva dopo una notte di riflessione, culminata con un gesto molto sentito: l’allenatore ha chiesto scusa agli italiani, visibilmente commosso, per il risultato che ha condannato l’Italia a restare fuori dal Mondiale.
Antonio Conte in pole per la successione
Il nome più caldo per la successione di Gattuso è quello di Antonio Conte, attuale tecnico del Napoli. Secondo Sky Sport, il ritorno di Conte alla guida della Nazionale non sarebbe un’ipotesi remota: la sua esperienza internazionale e la conoscenza del calcio italiano lo rendono un candidato naturale per provare a rilanciare la squadra dopo il fallimento dei playoff.
Conte, già ex ct della Nazionale, porterebbe con sé una mentalità pragmatica e una visione tattica consolidata, elementi che la FIGC potrebbe considerare fondamentali per costruire un nuovo progetto volto a riportare gli Azzurri ai livelli internazionali. La sua possibile nomina arriva in un contesto di grande pressione mediatica e popolare, dove le critiche verso la gestione della Nazionale negli ultimi anni si sono fatte sempre più severe.

Un momento difficile per il calcio italiano
La situazione della Nazionali non è mai stata così complessa: tre esclusioni consecutive dai Mondiali hanno scosso tifosi, media e politica, con un dibattito acceso sulle responsabilità della FIGC, del commissario tecnico e dello stesso sistema di qualificazione. Le dimissioni di Gattuso rappresentano dunque non solo un cambio tecnico, ma anche un segnale di riflessione sulla necessità di una riforma strutturale.
Il ritorno di Conte, se confermato, segnerebbe una scelta chiara della federazione: puntare su un tecnico esperto, capace di motivare la squadra e di impostare un progetto a lungo termine. Al contempo, la decisione del tecnico del Napoli potrebbe essere vista come un atto di responsabilità nei confronti della Nazionale, chiamata a ritrovare fiducia e credibilità a livello internazionale.

Prossimi passi e attese
Nei prossimi giorni la FIGC dovrà ufficializzare le dimissioni di Gattuso e aprire la trattativa con Conte. La priorità sarà garantire continuità e stabilità alla squadra, evitando ulteriori tensioni e preparando un piano di qualificazioni future e tornei internazionali.
Intanto, tifosi e addetti ai lavori osservano con attenzione ogni mossa, consapevoli che la scelta del nuovo ct potrebbe influenzare profondamente il destino della Nazionali italiana nei prossimi anni. La sfida sarà non solo tecnica, ma anche psicologica: ricostruire un gruppo demoralizzato, affrontare i campionati internazionali e riportare la squadra al vertice del calcio mondiale.
In conclusione, le dimissioni di Gennaro Gattuso sembrano ormai imminenti, e il nome di Antonio Conte appare sempre più come la scelta naturale per guidare la rinascita della Nazionale italiana dopo un periodo di crisi senza precedenti. La Federazione dovrà muoversi con rapidità e decisione, cercando di trasformare la disfatta sportiva in un’opportunità di rilancio per il calcio italiano.


