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Tenta di rapire un bimbo, la scusa per avvicinarlo. Fate attenzione

Pubblicato: 01/04/2026 14:57

Non sarebbe stata una scelta casuale quella dell’uomo che avrebbe tentato di avvicinare un bambino di 8 anni durante un allenamento di calcio a Osio Sotto, in provincia di Bergamo. Secondo quanto emerge dall’ordinanza di convalida dell’arresto, visionata da Fanpage.it, il piccolo sarebbe stato individuato dal presunto aggressore già prima dell’inizio delle attività sportive.

L’episodio si è verificato nel centro sportivo frequentato dalla squadra “Primi Calci” dell’Asd Oratorio Osio Sotto. Qui, il 30enne di origini pakistane avrebbe osservato il bambino con attenzione, scegliendolo come obiettivo ancor prima che il gruppo iniziasse il riscaldamento sul campo.

Con il pretesto di giocare insieme e scambiare qualche passaggio, l’uomo sarebbe riuscito ad avvicinare il minore e a ottenere il suo nome. Un dettaglio che si rivelerà centrale nei momenti successivi, quando il comportamento del 30enne diventerà sempre più sospetto.

Poco dopo, infatti, l’uomo si sarebbe introdotto senza autorizzazione all’interno del centro sportivo, arrivando fino all’area degli spogliatoi. Qui avrebbe dichiarato con insistenza di essere presente per “ritirare” il bambino, chiamandolo per nome e cercando di legittimare così la propria presenza.

Gli allenatori e i responsabili della struttura, insospettiti dalla situazione e dal fatto di non aver mai visto prima quell’uomo, hanno deciso di verificare immediatamente. Alla domanda diretta, il bambino avrebbe negato di conoscerlo, smontando la versione fornita dal 30enne.

A quel punto, lo staff ha invitato l’uomo ad allontanarsi, ma senza ottenere un’immediata collaborazione. Il 30enne avrebbe infatti continuato a insistere, ribadendo inizialmente di essere lì per prendere il bambino, salvo poi contraddirsi sostenendo di essersi confuso.

La situazione è rapidamente degenerata, spingendo i responsabili del centro sportivo a contattare i carabinieri della stazione locale. I militari sono intervenuti in breve tempo, fermando l’uomo e mettendo in sicurezza l’area. L’episodio risale al pomeriggio di mercoledì 25 marzo, intorno alle ore 18.

Durante l’interrogatorio successivo al fermo, l’uomo avrebbe negato qualsiasi intento di rapimento. Secondo la sua versione, si sarebbe trattato di un “gioco” che lo avrebbe portato a cercare il bambino seguendo presunte indicazioni, una spiegazione ritenuta poco credibile dagli inquirenti.

Sempre nel corso dell’audizione, il 30enne avrebbe fornito una ricostruzione definita dagli investigatori come “delirante”, lasciando emergere possibili elementi di fragilità psicologica. Un aspetto che potrebbe ora entrare nelle valutazioni dell’autorità giudiziaria, mentre proseguono le indagini per chiarire con precisione movente e responsabilità.

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