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Addio a Nanni Cagnone, voce visionaria della poesia italiana contemporanea

Pubblicato: 04/04/2026 18:17

Si è spento all’età di 86 anni, dopo una lunga malattia, Nanni Cagnone, poeta e scrittore tra i più originali e innovativi del panorama letterario italiano degli ultimi decenni. Viveva a Bomarzo, in provincia di Viterbo, dove era diventato negli anni una presenza discreta ma profondamente riconosciuta.
A darne notizia è stato lo stesso Comune, che lo ha ricordato come “illustre concittadino” e figura riservata, capace di lasciare un segno duraturo con la sua produzione letteraria. Alla moglie Sandra è stato rivolto il cordoglio dell’amministrazione e della comunità.

Una vita dedicata alla poesia e alla ricerca

Nato a Carcare, in provincia di Savona, il 10 aprile 1939, figlio del medico Giuseppe Cagnone e di Maria Luisa Landini, fratello dell’artista Angelo Cagnone, aveva iniziato il suo percorso poetico giovanissimo, nel 1954.

La sua opera si è sviluppata nel corso di oltre mezzo secolo, attraversando diversi generi: dalla poesia al romanzo, dal teatro ai saggi fino agli aforismi. Una produzione ampia e coerente, caratterizzata da una costante tensione filosofica e da una scrittura densa, spesso sospesa tra riflessione e visione.

Tra i suoi primi lavori si ricorda I giovani invalidi (1967), mentre negli ultimi anni aveva continuato a pubblicare con continuità, dando vita a una serie di opere che testimoniano una ricerca mai interrotta: Discorde (2015), Tornare altrove, La genitiva terra (2019), Mestizia dopo gli ultimi racconti (2019), Accoglimento (2020), Ex Animo (2020), Sterpi e fioriture (2021), Carmina. Poemi 1979-2017 (2022), Comuni smarrimenti (2023), Sans-Gene (2023) ed Esito (2024).

Un percorso intellettuale tra editoria, insegnamento e arte

Dopo gli studi in filosofia tra Roma, Genova e Bologna, Cagnone ha affiancato all’attività di scrittore un percorso professionale articolato. È stato redattore e direttore di collana per la casa editrice Lerici, punto di riferimento per la poesia italiana del secondo Novecento, e ha fondato la casa editrice Coliseum.

Ha insegnato estetica presso le Accademie di Carrara e Brera, oltre che alla Scuola Politecnica di Design, contribuendo alla formazione di generazioni di artisti e studiosi. Parallelamente ha collaborato con numerose testate italiane e straniere, curato mostre e promosso iniziative culturali, tra cui seminari e festival poetici di respiro internazionale.

La sua opera ha avuto anche una risonanza oltre i confini della letteratura, influenzando compositori contemporanei come il norvegese Harald Sæther.

Una poetica tra filosofia e visione

La scrittura di Cagnone è stata spesso definita “visionaria”, ma sempre ancorata a una riflessione profonda sul senso dell’esistenza e sul ruolo della parola poetica. Nei suoi testi convivono elementi mitologici e tensioni moderne, in un equilibrio che sfugge alle classificazioni tradizionali.

Lo stesso autore aveva sintetizzato la propria idea di poesia in una definizione che ne racchiude l’essenza: “Poesia è questa pausa, o lacuna, fra noi e il mondo, oggetto perduto in casa del desiderio, sentimento interrotto per cui sembra non vedendo intravedere”.

I riconoscimenti e l’eredità culturale

Nel corso della sua carriera, Nanni Cagnone ha ricevuto numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Napoli nel 2019 e il Premio Fondazione Roma nel 2025. Premi che hanno confermato il valore di un percorso indipendente, lontano dalle mode ma centrale nel dibattito culturale contemporaneo.

Con la sua scomparsa si chiude una delle voci più originali della poesia italiana recente, capace di attraversare decenni di trasformazioni culturali mantenendo intatta la propria identità artistica.

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