
Il mondo trema mentre la Casa Bianca chiarisce il punto più inquietante delle minacce di Trump all’Iran: “Solo il Presidente sa cosa succederà stanotte”. Si sta mediando per allungare i tempi dell’ultimatum di Trump e secondo ultime informazioni, co potrebbero esserebuone notizie a breve: si stanno tenendo intense conversazioni Usa-Iran. Sul campo si moltiplicano episodi militari che rendono ogni ora più fragile l’ipotesi di un accordo. Il nodo centrale resta lo Stretto di Hormuz, crocevia strategico per il commercio energetico globale, la cui riapertura continua a essere la richiesta principale degli Stati Uniti e dei loro alleati. Parallelamente, si intensificano le operazioni militari e le mosse indirette che coinvolgono anche altri attori internazionali, segno di una crisi che ormai ha una dimensione globale. Attacchi con droni, bombardamenti mirati, restrizioni nello spazio aereo e decisioni economiche legate alle rotte energetiche stanno ridefinendo rapidamente gli equilibri. L’esercito israeliano ha invitato gli iraniani a non prendere il treno oggi, mentre Teheran ha chiesto ai giovani del proprio paese di formare catene umane a protezione delle centrali elettriche. Nel frattempo ci sono stati spari vicino al consolato israeliano a Istanbul con tre morti.
23.17 – Cnn, sono attese “Buone notizie dai negoziati”
Secondo una fonte regionale citate dalla Cnn, “buone notizie sono attese a breve da entrambe le parti”, ossia da Iran e Stati Uniti dopo la proposta del Pakistan di prorogare la scadenza americana di due settimane e, per lo stesso periodo, riaprire lo stretto di Hormuz. La stessa fonte ha indicato che un possibile accordo potrebbe essere raggiunto già nelle prossime ore. La Casa Bianca ha confermato che Trump è stato informato della proposta pakistana e ha fatto sapere che una risposta è attesa a breve. Lo stesso presidente ha parlato di “negoziati intensi” in corso sul dossier iraniano, senza fornire ulteriori dettagli. Il Pakistan, insieme a Egitto, Turchia e Arabia Saudita, è tra i Paesi impegnati in un ruolo di mediazione tra le parti.
22.36 – Trump: “Siamo impegnati in negoziati intensi con l’Iran”
“Siamo attualmente impegnati in negoziati intensi con l’Iran”. Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando con Fox News. Il capo della Casa Bianca non ha ancora fornito una risposta sulla proposta pakistana di prorogare la scadenza odierna di due settimane.
22.21 – Proposta Pakistan per cessate il fuoco
Un alto funzionario iraniano sostiene che l’Iran sta valutando positivamente la richiesta del Pakistan di un cessate il fuoco di due settimane. Lo riporta Reuters sul suo sito.. Il presidente americano, Donald Trump, “è stato informato della proposta del Pakistan e fornirà una risposta in seguito”. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, parlando ad Axios.
20:44 – Guerra Iran, la Casa Bianca svela la terribile verità: solo Trump sa cosa farà
La Casa Bianca rompe il silenzio e affida a una frase secca, quasi glaciale, il senso di queste ore sospese. Secondo quanto dichiarato dalla portavoce presidenziale, infatti, è soltanto Donald Trump a conoscere davvero il punto della situazione e le decisioni che potrebbero essere prese nelle prossime ore. Una posizione che rafforza la percezione di una gestione fortemente accentrata della crisi, proprio mentre il tempo dell’ultimatum concesso all’Iran si avvicina alla scadenza. La funzionaria ha spiegato che il regime iraniano ha tempo fino alle 20, ora della costa orientale degli Stati Uniti, per accettare l’accordo proposto da Washington. Dopo quella soglia, lo scenario resta completamente aperto e, soprattutto, nelle mani del presidente. Nessuna indicazione sulle possibili mosse, nessun dettaglio operativo: solo una linea chiara, quella secondo cui la decisione finale sarà presa da Trump in prima persona, in un contesto di tensione crescente che tiene il mondo con il fiato sospeso.
20.35 Iran all’Onu: “Parole Trump da irresponsabili”
L’ambasciatore dell’Iran all’Onu ha aspramente criticato le minacce di Donald Trump contro il suo Paese, dopo che il presidente Usa ha avvertito che “un’intera civiltà morirà” se Teheran non accetterà le sue richieste. “Trump ha fatto nuovamente ricorso a un linguaggio che non è solo profondamente irresponsabile, ma anche profondamente allarmante”, ha sottolineato durante la seduta del Consiglio di Sicurezza Amir Saeid Iravani, aggiungendo che i commenti del tycoon rivelano “apertamente la sua intenzione di commettere crimini di guerra e crimini contro l’umanità”.
20.20 – Leone XII: “Minacce Papa inaccettabili”
Il Papa: «La minaccia di Trump all’Iran non è accettabile»
«La minaccia che è stata fatta all’Iran non è accettabile. Ci sono questioni di diritto internazionale, ma prima ancora di morale: ci sono tantissime persone – bambini, anziani – completamente innocenti che verrebbero colpite se questa minaccia diventasse realtà. E dobbiamo fare tutto il possibile – pregare, ma anche far arrivare ai parlamentari statunitensi la nostra voce – per dire che non vogliamo la guerra, vogliamo la pace».
18.44 – Rilasciata la giornalista Shelly Kittleson
Secondo il New York Times, Shelly Kittleson, rapita lo scorso 31 marzo a Baghdad, sarebbe stata rilasciata dai miliziani.
17:58 – Tehran Times: “I canali di comunicazione con gli Usa non sono chiusi”
“I canali diplomatici e di colloqui indiretti con gli Stati Uniti non sono chiusi”. E’ quanto si legge sull’account X del Tehran Times, dopo che lo stesso giornale qualche ora fa aveva dato notizia della chiusura di tutti i canali di comunicazione tra Washington e Teheran.
16:45 – Casa Bianca smentisce di valutare un attacco nucleare in Iran
“Stanotte morirà una civiltà intera”, ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. L’ultimatum scadrà alle 8 pm (2:00 ora italiana). È probabile che gli Stati Uniti, scaduto il termine, decideranno di colpire ancora più forte Teheran per costringerla alla resa. Dalla Casa Bianca, però, smentiscono l’utilizzo del nucleare.
15:40 – Teheran: “Chiusi tutti i canali di comunicazione con gli Usa. No a negoziati”
L’Iran ha chiuso tutti i canali di comunicazione diplomatici e indiretti con gli Stati Uniti. Lo riferisce il Tehran Times. “Tutti gli scambi di messaggi sono stati sospesi”, riporta il quotidiano governativo. Non c’è nessun negoziato in corso tra Iran e Stati Uniti. Lo ha riferito una fonte di primo piano iraniana alla Reuters. Gli Usa, ha spiegato, “vogliono che l’Iran si arrenda sotto la pressione degli attacchi”.
14:35 – Trump: “Un’intera civiltà morirà stanotte”
“Un’intera civiltà morirà stanotte, per non essere mai più riportata in vita. Non voglio che accada, ma probabilmente succederà”. Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth.
13.15 Nuovo attacco in Iran all’isola di Kharg
Nuovo attacco all’isola di Kharg, nel Golfo Persico, da cui proviene la stragrande maggioranza delle esportazioni iraniane di petrolio. Lo ha riferito l’agenzia di stampa iraniana Mehr, dando notizia di esplosioni. A metà marzo, l’esercito Usa aveva già effettuato dei raid aerei sull’isola.

12:00 – Istanbul, spari vicino al consolato israeliano: “Tre morti”
Nel quartiere di Besiktas, situato nella zona europea di Istanbul, tre sospetti hanno aperto il fuoco davanti alla sede del consolato israeliano a Levent, scatenando una sparatoria con la polizia durata circa cinque minuti. Le forze dell’ordine sono intervenute tempestivamente per mettere in sicurezza l’edificio e hanno neutralizzato gli assalitori, mentre la struttura è risultata vuota poiché il personale diplomatico aveva già lasciato la città a seguito delle tensioni tra Ankara e Israele riguardanti il conflitto a Gaza.
10:54 – Teheran: “Giovani formino catene umane a protezione delle centrali elettriche“
In un contesto di fortissima tensione internazionale segnato dalle minacce di attacchi da parte del presidente Trump, un funzionario del governo di Teheran ha lanciato un appello televisivo affinché i giovani e gli esponenti della società civile formino catene umane attorno alle centrali elettriche iraniane per proteggere il patrimonio nazionale. La notizia si inserisce in un quadro geopolitico critico, caratterizzato dalla missione spaziale Artemis II, da avvertimenti militari rivolti alla popolazione civile e da continui raid che hanno già colpito infrastrutture strategiche come l’aeroporto e l’università Sharif, mentre la diplomazia internazionale resta in una fase di stallo nonostante i tentativi di dialogo tra le parti.
10:10 – Idf: “Iraniani, oggi non prendete il treno”
L’esercito israeliano ha diffuso un avviso urgente tramite i propri canali ufficiali in lingua farsi, esortando i cittadini iraniani a non utilizzare i treni e a tenersi lontani dalle linee ferroviarie in tutto il Paese fino alle ore 21:00 locali a causa di gravi rischi per la loro incolumità. Questo monito si inserisce in un contesto di estrema tensione bellica caratterizzato da attacchi congiunti tra Stati Uniti e Israele che hanno già colpito obiettivi sensibili a Teheran, inclusi aeroporti e università, provocando reazioni a catena che spaziano dalle manifestazioni filoiraniane nello Yemen agli ultimatum economici che influenzano l’apertura delle borse internazionali. Mentre la popolazione iraniana viene chiamata dalle autorità locali a formare catene umane a protezione delle centrali elettriche, il panorama informativo riporta anche la distruzione di una sinagoga nella capitale iraniana e una tiepida apertura diplomatica da parte di Donald Trump, che ha definito le ultime proposte di Teheran come un passo avanti ma ancora insufficiente.
06:41 — “Khamenei è in stato di incoscienza, è in cura a Qom”
Secondo un memorandum diplomatico basato su valutazioni dell’intelligence israeliana e statunitense, pubblicato dal quotidiano britannico Times e riportato da Ynet, la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei sarebbe in stato di incoscienza e starebbe ricevendo cure mediche nella città di Qom. Secondo il documento, Khamenei è privo di sensi e “in gravi condizioni che non gli consentono di partecipare ad alcun processo decisionale del regime”. Sempre secondo il Times, le agenzie di intelligence israeliane e statunitensi erano da tempo a conoscenza della sua posizione.
06:12 – Missili iraniani verso Arabia Saudita, detriti vicino impianti
Sette missili balistici lanciati dall’Iran hanno preso di mira la Provincia Orientale dell’Arabia Saudita, una delle aree più sensibili per la produzione petrolifera globale. Le difese saudite sono riuscite a intercettare i vettori, evitando un impatto diretto sugli impianti, ma frammenti dei missili sono comunque caduti nelle immediate vicinanze di infrastrutture energetiche strategiche. Le autorità locali hanno precisato che non si registrano vittime né danni rilevanti alla produzione, ma l’episodio viene considerato un segnale diretto di pressione militare sull’economia energetica regionale, con possibili ripercussioni sui mercati internazionali.
06:09 – Cina riserva spazio aereo offshore, mossa senza spiegazioni
La Cina ha deciso di riservare ampie porzioni di spazio aereo offshore per un periodo insolitamente lungo, dal 27 marzo al 6 maggio, senza fornire alcuna spiegazione ufficiale. Le aree interessate si estendono su Mar Giallo e Mar Cinese orientale e coprono una superficie superiore a quella di Taiwan, senza limiti di quota, configurandosi come spazio completamente controllato. Gli analisti ritengono che la combinazione tra durata prolungata e mancanza di comunicazioni ufficiali indichi uno stato di prontezza militare continuativa, piuttosto che una semplice esercitazione, anche alla luce della temporanea riduzione e successiva ripresa delle attività militari cinesi nell’area.
05:46 – Esplosioni a Teheran, danneggiata la sinagoga della capitale
Nella notte diverse esplosioni sono state avvertite a Teheran e nelle zone periferiche della capitale iraniana, con un impatto che ha colpito anche luoghi sensibili. Secondo quanto riferito dai media locali, tra cui l’agenzia Mehr, la sinagoga della città è stata danneggiata da un proiettile attribuito a Israele e agli Stati Uniti. Le immagini diffuse mostrano soccorritori al lavoro tra le macerie e strutture parzialmente distrutte. L’episodio assume un forte valore simbolico oltre che militare, perché colpisce un luogo religioso in un contesto già segnato da tensioni crescenti tra Iran e Israele.
04:07 – Mazda sospende produzione per il Medio Oriente
Mazda ha deciso di sospendere temporaneamente la produzione di veicoli destinati al Medio Oriente per i mesi di aprile e maggio, a causa della chiusura dello Stretto di Hormuz e delle difficoltà logistiche conseguenti. La misura riguarda circa 30.000 veicoli l’anno destinati a mercati come Arabia Saudita e Israele. L’azienda aveva inizialmente tentato di aggirare il blocco con rotte alternative, ma l’accumulo di scorte ha reso inevitabile lo stop. La produzione complessiva in Giappone non subirà variazioni, ma verrà redistribuita verso Europa e altri mercati in crescita.
03:23 – Negoziatori pessimisti sull’accordo Usa-Iran, divario troppo ampio
Le prospettive di un accordo tra Stati Uniti e Iran appaiono sempre più deboli secondo fonti americane, che descrivono un divario ancora troppo ampio sulle questioni centrali, a partire dalla riapertura dello Stretto di Hormuz. Anche all’interno dell’amministrazione americana cresce lo scetticismo, con lo stesso Donald Trump ritenuto meno fiducioso rispetto ai giorni precedenti. Alcuni funzionari ritengono possibile che, una volta scaduto l’ultimatum, venga dato rapidamente il via a operazioni militari mirate contro infrastrutture energetiche iraniane.
02:55 – Rilasciato giornalista giapponese detenuto in Iran
Un cittadino giapponese detenuto in Iran da diversi mesi è stato rilasciato, secondo quanto riferito da fonti governative nipponiche. L’uomo è ritenuto il capo dell’ufficio di Teheran della televisione pubblica Nhk. La liberazione arriva dopo settimane di pressioni diplomatiche da parte di Tokyo e segue il rilascio di un secondo cittadino giapponese avvenuto a fine marzo, segnale di una possibile apertura limitata da parte delle autorità iraniane su casi individuali.
02:48 – Israele intensifica i raid aerei contro obiettivi iraniani
Le forze armate israeliane hanno condotto una nuova ondata di attacchi aerei contro infrastrutture considerate strategiche in Iran, colpendo obiettivi a Teheran e in altre aree del Paese. L’operazione si inserisce in una strategia di pressione crescente in vista del possibile fallimento dei negoziati tra Washington e Teheran. Israele continua a considerare insufficiente qualsiasi accordo che non preveda lo stop totale alle attività nucleari iraniane.
02:18 – Nuove esplosioni tra Teheran e Karaj, notte di tensione
Altre esplosioni sono state segnalate nella capitale iraniana e nella vicina città di Karaj, senza che siano stati forniti dettagli ufficiali sulle cause o sull’entità dei danni. Le agenzie locali parlano di detonazioni avvertite in diverse zone, contribuendo a creare un clima di forte tensione tra la popolazione e alimentando l’incertezza sulle operazioni militari in corso.
02:07 – Attacchi a Erbil, colpita area vicino aeroporto internazionale
Due esplosioni sono state registrate nei pressi dell’aeroporto di Erbil, nel Kurdistan iracheno, struttura che ospita anche personale della coalizione internazionale guidata dagli Stati Uniti. Nella stessa regione, un drone proveniente dall’Iran ha colpito un’abitazione civile, causando la morte di una coppia. Le autorità locali hanno parlato apertamente di violazione del diritto internazionale.
02:06 – Bombardieri B-2 colpiscono complesso sotterraneo dei Pasdaran
Secondo fonti americane, bombardieri B-2 avrebbero utilizzato bombe bunker buster per colpire un complesso sotterraneo del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie in Iran. L’obiettivo sarebbe stato completamente distrutto e l’attacco avrebbe provocato diverse vittime tra i militari iraniani, segnando un ulteriore salto di qualità nelle operazioni militari statunitensi.
01:48 – Pentagono amplia lista obiettivi energetici iraniani
Il Pentagono sta lavorando a un ampliamento della lista dei possibili obiettivi energetici iraniani, includendo infrastrutture a uso duale civile e militare. La scelta viene interpretata come un tentativo di mantenere margini operativi evitando al tempo stesso accuse dirette di violazione del diritto internazionale, in un contesto giuridico sempre più delicato.
01:13 – Drone iraniano colpisce casa in Kurdistan, due morti
Un drone carico di esplosivo proveniente dall’Iran si è schiantato contro un’abitazione nella provincia di Erbil, uccidendo una coppia. L’episodio è stato confermato dalle autorità locali e rappresenta uno degli attacchi più diretti contro obiettivi civili nelle ultime ore.
00:40 – Onu verso voto su Hormuz, ma testo indebolito
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite si prepara a votare una risoluzione sulla sicurezza nello Stretto di Hormuz, ma il testo è stato progressivamente indebolito per evitare il veto di Russia e Cina. La bozza attuale si limita a incoraggiare azioni difensive coordinate e a chiedere all’Iran di cessare gli attacchi contro le navi.
00:14 – Attacco con droni in Kuwait, 15 americani feriti
Quindici militari statunitensi sono rimasti feriti in un attacco iraniano con droni contro la base Ali Al Salem in Kuwait. Secondo le autorità americane, molti dei feriti sono già tornati operativi, ma l’episodio segna un ulteriore allargamento del conflitto.
00:12 – Israele prepara nuovi target energetici in Iran
Israele ha approvato un elenco aggiornato di obiettivi energetici e infrastrutturali iraniani da colpire in caso di fallimento dei negoziati. Il governo israeliano resta scettico sulla possibilità di un accordo e continua a prepararsi a uno scenario di escalation militare.


