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Meloni replica agli attacchi dei media: “Impegno contro la mafia cristallino, non mi faccio intimidire”

Pubblicato: 07/04/2026 11:27

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni interviene pubblicamente per respingere le accuse legate alla diffusione di una fotografia del 2019 in cui appare accanto a una persona indicata dagli inquirenti come vicino ad ambienti della criminalità organizzata.
In un messaggio pubblicato sui social, la premier contesta duramente quella che definisce una ricostruzione strumentale, accusando alcune testate di aver costruito un collegamento “bizzarro” e privo di fondamento tra quell’immagine e una presunta vicinanza a contesti mafiosi.

La foto contestata e la replica della premier

Al centro della polemica c’è uno scatto risalente a diversi anni fa, che ritrae Meloni insieme a Gioacchino Amico, figura ritenuta dagli investigatori collegata al clan camorristico dei Senese.

Secondo la presidente del Consiglio, si tratta di una situazione (era un “selfie” in un contesto pubblico, ndr) comune a chi svolge attività politica e si trova quotidianamente a contatto con i cittadini. Meloni sottolinea infatti come, nel corso della sua carriera, siano state scattate migliaia di fotografie con persone sconosciute, senza che questo possa implicare alcun tipo di legame o responsabilità.

La premier evidenzia inoltre che, a suo avviso, le testate coinvolte nella diffusione della notizia erano consapevoli del contesto, ma avrebbero comunque scelto di enfatizzare la vicenda per fini politici.

Il riferimento alla vicenda familiare

Nel suo intervento, Meloni respinge anche i riferimenti alla storia personale e familiare, giudicandoli fuori luogo. In particolare, chiarisce di aver interrotto ogni rapporto con il padre all’età di 11 anni, escludendo qualsiasi collegamento tra vicende private e il suo percorso politico.

Si tratta, secondo la premier, di un ulteriore elemento utilizzato per costruire una narrazione che non troverebbe riscontro nella realtà.

“Il governo combatte la mafia con i fatti”

Uno dei passaggi centrali della replica riguarda l’azione dell’esecutivo in materia di contrasto alla criminalità organizzata. Meloni rivendica un impegno “cristallino, coerente e duraturo” contro le mafie, sottolineando le politiche adottate dal governo.

In particolare, richiama il rafforzamento del carcere duro e le operazioni di contrasto che, a suo dire, dimostrerebbero una linea netta rispetto al passato. Nel confronto politico, la premier evidenzia una differenza rispetto a scelte precedenti, facendo riferimento alla gestione delle scarcerazioni durante il periodo del Covid.

La precisazione della Camera dei deputati

Sulla vicenda è intervenuta anche la Camera dei deputati, che ha diffuso una nota ufficiale per chiarire alcuni elementi emersi nel dibattito pubblico.

L’istituzione ha precisato che non è mai stato rilasciato alcun tesserino permanente intestato al soggetto citato dalle ricostruzioni giornalistiche, smentendo quindi una delle ipotesi circolate nelle ultime ore in relazione all’inchiesta televisiva.

Lo scontro con i media

La presidente del Consiglio critica apertamente alcune testate giornalistiche, accusandole di agire più come strumenti politici che come organi di informazione. Parla di una “redazione unica” che avrebbe amplificato la vicenda con l’obiettivo di danneggiare la sua immagine.

Secondo Meloni, l’operazione mediatica non sarebbe guidata da criteri giornalistici ma da logiche di parte, con l’intento di influenzare il dibattito pubblico.

“Non mi faccio intimidire”

La replica si chiude con un messaggio di fermezza. La premier afferma di non sentirsi intimidita dalle accuse e dagli attacchi ricevuti, che definisce “squallidi” e provenienti da persone in malafede.

Una posizione che segna l’ennesimo capitolo di uno scontro politico e mediatico destinato a proseguire, mentre il caso continua ad alimentare il dibattito pubblico.

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