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“Abbiamo vinto”. Gratta il biglietto, poi la festa e le lacrime: ma la verità è un’altra, da non credere

Pubblicato: 08/04/2026 17:05

È bastato un numero grattato male per trasformare un sogno in una beffa clamorosa. A Carsoli, in provincia dell’Aquila, quella che sembrava una vincita da mezzo milione di euro si è rivelata un’illusione, con conseguenze ben più pesanti di una semplice delusione.

Nel bar del paese era partita la festa: sorrisi, brindisi e incredulità per quel Gratta e Vinci che pareva aver cambiato la vita a una coppia. Presi dall’entusiasmo, però, nessuno si è fermato a verificare davvero quel biglietto fortunato.

La realtà, come spesso accade, ha bussato con forza poco dopo. Il tagliando, depositato in banca per l’incasso, è finito sotto la lente dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, incaricata di effettuare i controlli sulle vincite più consistenti.

Ed è proprio lì che il castello si è sgretolato. Il numero vincente, un apparentemente chiarissimo 13, si è rivelato in realtà un 43. Un errore banale, quasi incredibile, che sarebbe bastato evitare grattando completamente la cifra.

Quel dettaglio ha trasformato una festa in un caso mediatico. Il presunto jackpot, nato come regalo tra fidanzati per l’8 marzo, ha finito per incrinare irrimediabilmente un rapporto già fragile.

Secondo il racconto dell’uomo, tra i due esisteva un accordo preciso: in caso di vincita, il premio sarebbe stato diviso. Ma dopo aver creduto di aver vinto, la donna è scomparsa, lasciando dietro di sé solo silenzio e sospetti.

La vicenda è rapidamente finita al centro dell’attenzione di media e programmi televisivi, mentre lui decideva di sporgere denuncia, dando il via agli accertamenti della Procura di Avezzano e della Guardia di Finanza.

A mettere la parola fine, però, non sono state le indagini ma la verifica tecnica. L’esame ufficiale ha stabilito senza margini di dubbio che il biglietto non aveva alcun valore: nessuna vincita, nessun premio da riscuotere.

Così, insieme al denaro, sono svaniti anche contese e promesse. Nessuna causa, nessuna divisione, solo una storia chiusa nel peggiore dei modi: con una relazione spezzata e un clamoroso errore diventato simbolo di una illusione costosa.

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