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Pestato a morte fuori dalla discoteca, fermati due fratelli: chi sono Domenico e Umberto Orsino

Pubblicato: 12/08/2026 09:06

Si chiude in meno di 48 ore il cerchio delle indagini sulla morte di Antonio Perrotta, il 34enne di Fuscaldo deceduto dopo essere stato aggredito all’esterno di una discoteca di Sangineto, dove lavorava come addetto alla sicurezza.

Per l’omicidio sono stati fermati due fratelli originari di Belvedere Marittimo, Domenico e Umberto Orsino. Il provvedimento è stato emesso dalla Procura di Paola sulla base di quelli che gli investigatori definiscono gravi elementi indiziari. L’accusa è di omicidio, aggravato dai motivi futili e abbietti.

Chi sono i due fratelli

Domenico Orsino ha 22 anni ed è giocatore della nazionale di rugby del Lussemburgo. Il fratello Umberto, 24 anni, è invece fisioterapista. Entrambi sono originari della Calabria, ma vivono e lavorano in Lussemburgo.

I due continuano a praticare il rugby e tornano periodicamente a Belvedere Marittimo, soprattutto durante l’estate. Proprio nel paese calabrese sono stati rintracciati dagli investigatori.

Al momento del fermo sarebbero stati trovati indumenti con tracce di sangue ritenute compatibili con quelli indossati dagli aggressori nella notte del pestaggio. Secondo quanto emerso dalle indagini, inoltre, i due avrebbero iniziato a organizzare una fuga all’estero.

Le telecamere e le testimonianze

L’identificazione dei fratelli sarebbe stata possibile grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza acquisite subito dopo la morte di Perrotta.

A queste si sono aggiunte le testimonianze raccolte dagli investigatori, che hanno consentito di ricostruire quanto accaduto nella notte tra l’8 e il 9 agosto all’interno e all’esterno della discoteca.

Domenico e Umberto Orsino si sono avvalsi della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio.

La lite iniziata dentro il locale

Secondo la ricostruzione degli investigatori, la vicenda sarebbe iniziata all’interno della discoteca. Perrotta avrebbe allontanato i due fratelli perché privi del biglietto, dando origine a una discussione.

Il litigio sarebbe poi proseguito all’esterno del locale, dove il 34enne sarebbe stato violentemente aggredito.

Dopo il pestaggio, Perrotta era stato soccorso e accompagnato all’ospedale di Cetraro a causa di malori e della perdita di sangue dal naso. Le sue condizioni erano apparse subito gravi e i sanitari avevano disposto il trasferimento nel reparto di rianimazione dell’ospedale di Cosenza, dove è poi morto.

Le indagini proseguono per chiarire nei dettagli la dinamica dell’aggressione e il movente della lite. Ulteriori elementi potranno arrivare anche dall’autopsia.

La discoteca chiusa per 15 giorni

Nel frattempo, il questore di Cosenza Antonio Borelli ha disposto la sospensione per 15 giorni della licenza della discoteca di Sangineto.

Il provvedimento è stato adottato con l’obiettivo di impedire il protrarsi di una situazione ritenuta pericolosa per l’ordine e la sicurezza pubblica, indipendentemente da eventuali responsabilità dell’esercente.

La richiesta di giustizia della famiglia

I familiari di Antonio Perrotta, sconvolti dalla tragedia, chiedono che venga fatta giustizia. Anche i sindaci dei comuni coinvolti hanno espresso vicinanza alla famiglia e fiducia nel lavoro degli investigatori, chiedendo al tempo stesso maggiore sicurezza sul territorio.

Il sindaco di Fuscaldo, Giacomo Middea, ha annunciato la volontà di proclamare il lutto cittadino in occasione dei funerali del 34enne e ha parlato della necessità di annullare o rinviare alcuni eventi.

A Sangineto, il sindaco Michele Guardia ha condannato quanto accaduto, sottolineando che episodi di questa gravità non possono essere ignorati.

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