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Entra in casa della ex incinta al settimo mese e la massacra di botte. Orrore a Caltanissetta

Pubblicato: 08/04/2026 09:01

Un nuovo, agghiacciante episodio di violenza di genere scuote il cuore di Caltanissetta, dove la follia di un giovane ha rischiato di spezzare non una, ma due vite. Un ragazzo di ventitré anni è stato arrestato in flagranza di reato dalla Polizia di Stato dopo essersi reso protagonista di una brutale incursione punitiva nell’abitazione dell’ex compagna, attualmente al settimo mese di gravidanza. La dinamica, ricostruita dagli agenti della sezione volanti, racconta di una furia cieca: il giovane ha prima forzato e danneggiato la porta d’ingresso per introdursi illegalmente nell’appartamento, per poi scagliarsi contro la donna con schiaffi e spintoni. Non soddisfatto della violenza fisica, l’aggressore le ha strappato di mano lo smartphone, distruggendolo per isolarla completamente e impedirle di chiedere aiuto. Nonostante lo choc e il timore per il nascituro, la vittima è riuscita a lanciare l’allarme sulla linea di emergenza prima che la situazione degenerasse ulteriormente.

Precedenti e misure cautelari: una tragedia annunciata

Quello che emerge dalle indagini è il profilo di un persecutore seriale che non aveva mai interrotto la sua morsa psicofisica sulla vittima. Il ventitreenne, infatti, non era un volto nuovo per le forze dell’ordine: già in passato si era reso responsabile di maltrattamenti, lesioni personali e atti persecutori nei confronti della stessa donna. Per questi motivi, a febbraio dello scorso anno, era stato raggiunto da un avviso orale emesso dal Questore di Caltanissetta, un monito che tuttavia non è bastato a frenare la sua escalation criminale. Al loro arrivo, i poliziotti hanno scovato l’uomo nascosto proprio nella camera da letto della vittima, dove si era rifugiato nel vano tentativo di sfuggire all’arresto dopo aver consumato l’aggressione.

L’Autorità Giudiziaria ha agito con fermezza per blindare la sicurezza della futura madre. Dopo la convalida del fermo operata dal GIP, per il giovane sono stati inizialmente disposti i domiciliari, seguiti dall’applicazione di una misura cautelare rigorosa: il divieto di avvicinamento alla vittima e a tutti i luoghi da lei abitualmente frequentati. Le prescrizioni imposte dal giudice sono chiarissime: l’aggressore dovrà mantenersi a una distanza minima di almeno mille metri dalla donna e ha il divieto assoluto di comunicare con lei attraverso qualsiasi mezzo. Resta ora il trauma di una donna che, a poche settimane dal parto, si ritrova a dover ricostruire la propria serenità in un contesto di estrema vulnerabilità.

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