Vai al contenuto

Artemis, ritorno dalla Luna: Orion sfida il fuoco e riporta gli astronauti sulla Terra

Pubblicato: 11/04/2026 07:08

Il viaggio più lungo dell’umanità verso la Luna si chiude con un ritorno che è insieme tecnica estrema e tensione pura. La capsula Orion ha attraversato l’atmosfera terrestre trasformandosi in una sfera incandescente, mentre a bordo quattro astronauti aspettavano il momento decisivo. A oltre 38mila chilometri orari, con temperature che hanno toccato i 2.700 gradi, il margine di errore era ridotto al minimo. È qui, nel rientro, che ogni missione spaziale si gioca davvero.

Dopo dieci giorni di missione, il programma Artemis II ha riportato l’equipaggio sulla Terra con un ammaraggio nel Pacifico, al largo della California. Un rientro riuscito, ma non privo di incognite e tensioni, soprattutto per la tenuta dello scudo termico, già finito sotto osservazione dopo i problemi emersi nella missione precedente.

Il rientro tra calore estremo e silenzio radio

La fase più critica è iniziata con l’ingresso nell’atmosfera terrestre. L’attrito ha portato la capsula Orion a temperature estreme, comparabili a metà di quelle della superficie del Sole. Per alcuni minuti, come previsto, si è verificato il blackout delle comunicazioni: sei minuti senza contatti con la Terra, durante i quali la navicella ha operato in totale autonomia.

Il modulo di servizio, realizzato dall’Agenzia Spaziale Europea, si è separato dalla capsula bruciando nell’atmosfera. Poi la decelerazione progressiva: prima fino a 560 chilometri orari, quindi l’apertura degli undici paracadute che hanno rallentato Orion fino a circa 27 chilometri orari, consentendo l’ammaraggio controllato.

Il timore principale riguardava lo scudo termico, già danneggiato oltre le attese durante Artemis I. Anche il direttore della NASA, Jared Isaacman, aveva ammesso di non essere tranquillo fino al momento dell’impatto con l’acqua. Questa volta, però, la protezione ha retto.

Il recupero complicato e l’uscita degli astronauti

L’ammaraggio non ha segnato la fine immediata delle difficoltà. Le forti correnti hanno reso complicate le operazioni di recupero della capsula. I gommoni non sono riusciti a stabilizzarla e i sommozzatori hanno dovuto intervenire per tentare di fissare il collare di sicurezza.

Dopo oltre un’ora e mezza, si è deciso per una soluzione alternativa: far uscire direttamente gli astronauti e trasferirli sugli elicotteri della Marina. Un’operazione più lunga del previsto, conclusa solo dopo circa due ore. I quattro membri dell’equipaggio sono apparsi in buone condizioni e sono stati immediatamente sottoposti ai controlli medici a bordo della nave.

Il comandante Reid Wiseman ha sintetizzato così il momento: “Che viaggio. Stiamo bene”. Un ritorno che conferma la solidità della missione, nonostante il piccolo fuoriprogramma finale.

Trump esulta e guarda già a Marte

Il successo della missione ha avuto immediata eco politica. Donald Trump ha seguito l’ammaraggio e si è congratulato con l’equipaggio, parlando di viaggio “spettacolare” e indicando già il prossimo obiettivo: Marte.

Le immagini raccolte durante il sorvolo del lato nascosto della Luna rappresentano uno dei risultati più importanti della missione. Gli astronauti hanno raggiunto una distanza record di oltre 406mila chilometri dalla Terra, portando a casa un patrimonio di dati che ora verrà analizzato.

Il prossimo passo: tornare sulla Luna

Nonostante alcuni problemi tecnici minori – dalle valvole dell’acqua alla toilette – la missione Artemis II è considerata un successo pieno. Il programma guarda già al futuro: l’obiettivo è l’allunaggio nel 2028.

Restano però criticità, soprattutto sui lander sviluppati da SpaceX e Blue Origin, ancora giudicati instabili per un atterraggio sicuro sulla superficie lunare. La strada verso il ritorno stabile sulla Luna è aperta, ma tutt’altro che conclusa.

Il rientro di Orion segna comunque un punto fermo: l’umanità è tornata davvero a misurarsi con lo spazio profondo. E questa volta, il viaggio non finisce qui.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Ultimo Aggiornamento: 11/04/2026 07:16

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure