Vai al contenuto

Iran si ritira dai Mondiali? Ecco chi decide e quando. Cosa sappiamo

Pubblicato: 11/04/2026 09:15

Il countdown per il torneo più atteso del pianeta si tinge di nero, trasformandosi in un braccio di ferro diplomatico che rischia di far saltare il banco del calcio mondiale. È scontro totale tra la FIFA e l’Iran. Al centro della contesa non ci sono schemi tattici, ma la partecipazione della Nazionale araba ai Mondiali di questa estate, messa in serio dubbio dopo il recente vertice tra i dirigenti di Teheran e il presidente della federazione internazionale, Gianni Infantino. Lo svizzero è stato categorico: l’Iran deve rispettare il calendario. Tuttavia, le parole del ministro dello sport iraniano, Ahmad Donyamali, suonano come un ultimatum: «In queste circostanze, la possibilità che l’Iran partecipi alle partite della Coppa del Mondo che si terranno negli Stati Uniti è molto bassa».

Geopolitica e stadi: il nodo del trasferimento in Messico

Il cuore della crisi risiede nella sede degli incontri. Teheran sta esercitando una pressione senza precedenti per spostare le tre partite della fase a gironi dagli Stati Uniti al Messico. La ragione è puramente politica: l’intervento militare statunitense a fianco di Israele nel conflitto in Medio Oriente ha reso il suolo americano territorio proibito per gli atleti iraniani. «La nostra richiesta alla FIFA di spostare le partite dell’Iran dagli Stati Uniti al Messico è ancora valida, ma non abbiamo ancora ricevuto risposta», ha incalzato Donyamali. Mentre Infantino tiene il punto, ribadendo che la nazionale disputerà le gare come previsto, il Ministero dello Sport iraniano ha già emesso un divieto formale alle proprie società di recarsi in paesi considerati ostili.

La decisione finale non spetterà solo al rettangolo di gioco. Donyamali ha chiarito che, sebbene la federazione manterrà gli atleti in forma, «la decisione finale spetterà al Consiglio dei Ministri». L’Iran dovrebbe affrontare Nuova Zelanda e Belgio a Los Angeles, per poi chiudere contro l’Egitto a Seattle, ma i dubbi sulla sicurezza sono enormi. Anche il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è intervenuto sulla questione, dichiarando che la nazionale sarebbe stata la benvenuta, pur aggiungendo sibillinamente che ciò potrebbe non essere appropriato “per la loro vita e sicurezza”. Con i Mondiali alle porte, il rischio di un forfait clamoroso è ormai una realtà concreta che agita i sogni della FIFA.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure