
Il panorama giudiziario italiano si arricchisce di un capitolo inaspettato che vede come protagonista una delle figure più discusse dell’ultimo ventennio politico e di costume. Nicole Minetti, l’ex igienista dentale di Silvio Berlusconi ed ex consigliera della Regione Lombardia, ha ottenuto la grazia. Il provvedimento di clemenza, firmato dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, giunge a chiudere definitivamente i conti dell’esponente politica con la giustizia, dopo le condanne definitive subite per peculato e per il celebre processo ‘Ruby bis’. La notizia, che ha sollevato un immediato polverone mediatico, è stata anticipata dalla trasmissione ‘Mi Manda RaiTre’, guidata da Federico Ruffo, nel corso di un’ampia inchiesta dedicata ai nodi mai sciolti delle cosiddette ‘rimborsopoli’ regionali.
Motivi umanitari e il parere di Carlo Nordio
Dietro la decisione del Colle non vi sarebbero valutazioni di merito sui reati commessi, bensì profonde ragioni di natura caritatevole. Il Guardasigilli Carlo Nordio ha infatti proposto la grazia dopo aver valutato un quadro personale estremamente delicato. Fondamentale è stato il parere positivo espresso non solo dal Ministro della Giustizia, ma anche dal procuratore capo della Corte d’Appello. Al centro dell’istruttoria ci sarebbe la necessità della Minetti di dedicarsi a tempo pieno all’assistenza di un congiunto in tenera età. In merito alla scelta, alcune fonti del Quirinale hanno precisato che: “La concessione dell’atto di clemenza si è fondata anche sulle gravi condizioni di salute di uno stretto familiare minore della Minetti che necessita di assistenza e cure particolari, presso ospedali altamente specializzati”.
L’ex consigliera doveva scontare un cumulo di pene piuttosto significativo: un anno e un mese per l’uso improprio dei fondi regionali e due anni e dieci mesi per le vicende legate alle “cene eleganti” di Arcore, dove l’accusa era di induzione alla prostituzione. Tuttavia, la necessità di provvedere a esigenze familiari che la Presidenza della Repubblica ha chiesto di mantenere strettamente riservate per tutelare la privacy del minore coinvolto, è stata giudicata prevalente rispetto all’esecuzione della pena residua. Con questo atto, Nicole Minetti esce definitivamente dal raggio d’azione dei tribunali, potendo ora concentrarsi esclusivamente sulle cure necessarie al suo familiare.

