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Elezioni Ungheria, Magyar ha vinto: “Il regime di Orbàn è finito”. Von der Leyen: “Il cuore dell’Europa batte più forte”

Pubblicato: 12/04/2026 21:56

Si sono chiuse le urne in Ungheria al termine di una giornata elettorale segnata da un’affluenza molto elevata, oltre il 74%, nettamente superiore rispetto alle precedenti consultazioni. Il voto per il rinnovo del Parlamento mette di fronte il primo ministro Viktor Orbàn, al potere da anni con Fidesz, e lo sfidante Péter Magyar, leader del movimento filoeuropeista Tisza. La partecipazione particolarmente alta, soprattutto nei grandi centri urbani e a Budapest, ha rafforzato fin dalle prime ore l’ipotesi di un possibile cambiamento negli equilibri politici.

Con l’avvio dello scrutinio, Tisza è risultato subito in vantaggio su Fidesz, mentre più distaccate le altre forze politiche. Con oltre il 72% dei seggi scrutinati, attorno alle 22, la vittoria di Peter Magyar è ormai solida: il suo partito Tisza ha raggiunto 138 seggi, ben oltre i 133 necessari per la maggioranza dei due terzi, contro i 54 di Fidesz. E’ finita l’era Orban.

21:56 – Merz si congratula con Magyar: “Verso un’Europa forte e unita”
Arrivano anche le parole del cancelliere tedesco Friedrich Merz, che su X si congratula con Peter Magyar per la vittoria: “L’Ungheria ha deciso”. Merz si dice pronto a lavorare insieme per una “Europa forte, sicura e soprattutto unita”.

21:53 – Spoglio al 72%: Tisza sale a 138 seggi
Con il 72,44% dei voti scrutinati, si rafforza ulteriormente il vantaggio di Tisza. Il partito di Magyar raggiungerebbe 138 seggi su 199, ben oltre la soglia dei due terzi. Fidesz del premier uscente Viktor Orbán scenderebbe a 54 seggi, mentre Mi Hazank resterebbe a 7.

21:50 – Leader nordici e baltici: “Vittoria storica”
Le congratulazioni arrivano anche dal Nord Europa. Il premier norvegese Jonas Gahr Store parla di “risultato di grande importanza per tutta l’Europa”, mentre lo svedese Ulf Kristersson definisce il voto “una vittoria storica”. Messaggi analoghi giungono anche da Lituania e Lettonia.

21:39 – Macron chiama Magyar: “Avanti per un’Europa più sovrana”
Il presidente francese Emmanuel Macron ha avuto un colloquio diretto con Magyar, congratulandosi per la vittoria. In un messaggio pubblico ha sottolineato il valore della partecipazione democratica e rilanciato l’obiettivo di “un’Europa più sovrana, per la sicurezza e la competitività del continente”.

21:36 – Von der Leyen: “Il cuore dell’Europa batte più forte”
Tra i primi commenti anche quello della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che parla di una svolta per l’Ungheria: “Il cuore dell’Europa stasera batte più forte”, scrive, salutando la vittoria di Magyar come la fine di un ciclo politico durato 16 anni.

21:23 – Orbán: “Risultati chiari, è doloroso per noi”
Arriva l’ammissione del premier uscente. Viktor Orbán riconosce l’esito delle urne: “I risultati sono chiari, è doloroso per noi”. Il leader di Fidesz ha confermato di essersi già congratulato con Peter Magyar per la vittoria.

21:19 – Tisza oltre la soglia dei due terzi: 135 seggi
Con il 45,71% dei voti scrutinati, il partito di opposizione Tisza consolida il vantaggio e supera la soglia decisiva. Le proiezioni assegnano a Peter Magyar 135 seggi, oltre i 133 necessari per la maggioranza dei due terzi. Fidesz si fermerebbe a 57 seggi, mentre Mi Hazank a 7.

21:13 – Orbán si congratula con Magyar
La conferma arriva anche dai social: Viktor Orbán ha contattato Peter Magyar per congratularsi della vittoria. A renderlo noto è stato lo stesso leader dell’opposizione, segnando di fatto un passaggio formale di riconoscimento del risultato.

21:01 – Magyar: “Grazie Ungheria”
Arriva il primo commento a caldo del leader dell’opposizione. Peter Magyar affida ai social una reazione sintetica ma significativa: “Grazie Ungheria”, segnale di fiducia sull’andamento dello scrutinio e sul risultato finale.

20:59 – Tisza avanti nei seggi: 128 con il 21,54% scrutinato
Con oltre un quinto dei seggi scrutinati, si conferma il vantaggio del partito Tisza. La formazione guidata da Magyar arriverebbe a 128 seggi, a soli cinque dalla soglia dei due terzi. Fidesz del premier Viktor Orbán si fermerebbe a 62, mentre l’estrema destra di Mi Hazank sarebbe a quota 8.

20:51 – Voti di lista: Tisza al 49,4%, Fidesz al 42%
Sul fronte proporzionale il distacco si riduce, ma resta netto il primato dell’opposizione. Tisza raccoglie il 49,4% dei consensi, seguita da Fidesz al 42% e da Mi Hazank al 6,1%. Il sistema elettorale ungherese, che combina collegi uninominali e proporzionale, rende però decisivi proprio i risultati nei territori, dove Tisza sta costruendo il suo vantaggio.

20:32 – Spoglio al 14,7%, Magyar avanti su Orbán
Con il 14,7% delle schede scrutinato, i nuovi dati parziali delle elezioni politiche in Ungheria indicano un vantaggio per il partito Tisza guidato da Péter Magyar, accreditato di 125 seggi su 199 in Parlamento. I numeri restano comunque provvisori e destinati a evolversi con l’avanzare dello spoglio. Il vantaggio di Tisza appare molto più netto nei seggi uninominali che nei voti di lista. Il “numero magico” è 133 seggi, la “super maggioranza” dei due terzi che consentirebbe a Peter Magyar, se eletto primo ministro, di cambiare la Costituzione.

20:28 – Spoglio al 6,5%, Tisza avanti su Fidesz
Con il 6,5% delle schede scrutinate, emergono i primi risultati parziali delle elezioni politiche in Ungheria: il partito Tisza guidato da Péter Magyar risulterebbe avanti con 110 seggi, seguito da Fidesz di Viktor Orbán a quota 71, mentre l’estrema destra di Mi Hazánk si attesterebbe a 9 seggi. A riportarlo è il Guardian. Si tratta tuttavia di dati ancora molto preliminari, da interpretare con prudenza considerando la fase iniziale dello spoglio e la possibile variazione degli equilibri. Una precedente proiezione basata sul 3% dei voti scrutinati indicava infatti un vantaggio iniziale per Fidesz.

19:31 – Magyar: “Ultime ore per il regime di Orbàn”
Il leader dell’opposizione Péter Magyar rivendica un possibile cambio di scenario politico e parla apertamente di fine ciclo per il governo. «Il regime sta vivendo le sue ultime ore, siamo alle porte di un cambiamento», scrive sui social, invitando i sostenitori a restare calmi e fiduciosi. «Il tempo è dalla nostra parte. Dio benedica l’Ungheria», aggiunge nel messaggio pubblicato online. A urne chiuse emergono intanto i primi sondaggi realizzati prima del voto: secondo il 212 Research Centre, lo schieramento di Tisza sarebbe al 55%, mentre Fidesz, il partito di Viktor Orbàn, si fermerebbe al 38%. La stessa rilevazione attribuisce all’opposizione una possibile ampia maggioranza, con circa 132 seggi su 199 in Parlamento.*

19:00 – Seggi chiusi, attesa per i primi risultati
Si sono chiuse le urne in Ungheria al termine della giornata elettorale per il rinnovo del Parlamento. Non sono previsti exit poll, mentre i primi risultati ufficiali potrebbero arrivare poco dopo le 20, quando inizierà lo scrutinio dei voti.

18:10 – Affluenza alta, ora Orbàn rischia davvero
L’affluenza record registrata in tutta l’Ungheria potrebbe rivelarsi un fattore sfavorevole per Viktor Orbàn. L’aumento della partecipazione appare infatti più marcato nei grandi centri urbani e nelle aree attorno a Budapest, dove il consenso per lo sfidante Péter Magyar dovrebbe essere più forte. In questo scenario, l’ingresso alle urne di nuovi elettori meno legati al partito di governo tende ad ampliare il peso dell’opposizione. Un elemento che, insieme alla distribuzione territoriale del voto, potrebbe incidere sugli equilibri complessivi nella corsa ai seggi.*

17:53 – Affluenza ancora altissima: raggiunto il 74%
Prosegue senza rallentamenti la partecipazione al voto in Ungheria. Anche alla rilevazione delle 17 il dato resta molto elevato, con il 74% degli aventi diritto già alle urne. Un valore nettamente superiore rispetto alle elezioni del 2022, con un incremento di circa 11 punti, anche se il divario rispetto al passato si riduce leggermente. Con l’affluenza alta sembra confermarsi l’ipotesi dei sondaggi dei giorni passati, che vedrebbero, in caso di voto partecipato, la possibilità di una sconfitta storica per Orban.

17:00 – Affluenza alta, vantaggio per Magyar?
Resta aperto il quesito su chi possa beneficiare della grande partecipazione. Considerando il complesso sistema elettorale, le prime indicazioni mostrano un’affluenza più marcata nelle aree dove Péter Magyar appare più competitivo, in particolare nei distretti attorno alla capitale Budapest.

16:26 – Si moltiplicano le teorie complottiste
I media vicini al premier Viktor Orbàn continuano a diffondere ipotesi di complotto. Il quotidiano Magyar Nemzet parla del rischio di un possibile golpe in caso di vittoria del premier uscente, attribuendone la regia all’Ucraina. In precedenza erano state evocate anche presunte azioni terroristiche sul modello di piazza Maidan a sostegno dell’opposizione.

16:13 – Lunghe file ai seggi nella capitale
A Budapest si registrano code significative davanti ai seggi, segno di una partecipazione molto elevata. Il sindaco Gergely Karacsony, tra i principali oppositori di Orbàn, ha invitato i cittadini a votare in massa, parlando di un’occasione per “scrivere la storia”.

15:33 – Alle 15 affluenza al 66%
Il dato delle 15 conferma il forte coinvolgimento degli elettori: il 66% ha già votato, con un incremento di 14 punti rispetto alle precedenti elezioni. La crescita è diffusa in tutto il Paese, con Budapest in testa, dove si sfiora il 70% di partecipazione.

15:02 – Nessun silenzio elettorale
In Ungheria non è previsto il silenzio elettorale e Viktor Orbàn ne ha approfittato per parlare subito dopo aver votato. “Sono qui per vincere, non sarà la mia ultima campagna”, ha dichiarato. Intanto, i media filo-governativi continuano a rilanciare accuse contro l’opposizione, ipotizzando proteste sostenute da Bruxelles.

14:55 – Un sistema elettorale complesso
L’assegnazione dei seggi resta difficile da interpretare. Dei 199 parlamentari, 106 vengono eletti nei collegi uninominali, mentre gli altri sono distribuiti con sistema proporzionale e meccanismi di compensazione. Il peso del voto varia sensibilmente tra aree rurali e urbane, incidendo sugli equilibri finali.

14:47 – A metà giornata affluenza record al 54%
Il primo dato significativo arriva dalle 13, quando il 54% degli elettori aveva già votato. Un incremento di 14 punti rispetto al 2022. La partecipazione appare omogenea su tutto il territorio, con picchi a Budapest e valori più contenuti nelle regioni orientali. I seggi resteranno aperti fino alle 19.

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Ultimo Aggiornamento: 12/04/2026 22:31

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