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Elly Schlein si schiera con Giorgia Meloni: la leader Pd spiazza tutti

Pubblicato: 14/04/2026 17:35

Dopo l’attacco sferrato da Donald Trump contro Giorgia Meloni, il mondo politico italiano si è immediatamente acceso, dando vita a una reazione trasversale ma dai toni e dalle letture profondamente diverse, con le opposizioni in prima linea nel commentare lo scontro.

A prendere per prima la parola è stata Elly Schlein, intervenuta nell’Aula di Montecitorio per difendere la premier e stigmatizzare le parole dell’ex presidente americano. Un intervento che ha unito critica istituzionale e richiamo ai principi costituzionali, sottolineando come l’Italia sia un Paese libero e sovrano che “ripudia la guerra”.

Nel suo discorso, Schlein ha insistito sulla necessità di una condanna unanime, ribadendo che nessun leader straniero può permettersi di attaccare o minacciare il governo italiano. Un passaggio significativo, perché segna una linea di difesa istituzionale che supera, almeno nelle intenzioni, le divisioni politiche interne.

Di tono completamente diverso il commento di Matteo Renzi, che ha scelto la via dell’attacco politico, rilanciando sui social le critiche di Trump e trasformandole in un affondo contro la presidente del Consiglio. Secondo Renzi, le parole dell’ex alleato americano rappresenterebbero il segnale di un progressivo isolamento internazionale di Meloni.

Ancora più analitica la posizione di Giuseppe Conte, che ha letto l’episodio come l’esito prevedibile di una linea politica giudicata ambigua. Per Conte, infatti, la mancanza di chiarezza nei rapporti internazionali finisce inevitabilmente per presentare il conto, facendo emergere contraddizioni e tensioni.

Diverso l’approccio di Carlo Calenda, che ha invece riconosciuto a Meloni il merito di aver preso posizione contro Trump, definendola una scelta di coraggio. Allo stesso tempo, ha auspicato una reazione compatta del sistema politico italiano per respingere quello che viene percepito come un attacco al Paese nel suo complesso.

Sul fronte istituzionale è intervenuto anche Ignazio La Russa, che ha richiamato il valore dell’alleanza con gli Stati Uniti senza rinunciare al diritto – e al dovere – di dissentire quando necessario. In questo caso, ha sottolineato, era imprescindibile prendere le distanze da un attacco diretto al Papa, figura centrale per il mondo cattolico e per l’Italia.

Dalla maggioranza, Giovanni Donzelli ha espresso apprezzamento per le parole di Schlein, evidenziando come non tutta l’opposizione abbia colto il senso istituzionale del momento. Una posizione che segnala, almeno su questo tema, una parziale convergenza tra schieramenti tradizionalmente contrapposti.

A chiudere il quadro è stato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, che ha ribadito la linea del governo: pieno sostegno all’unità dell’Occidente, ma basata su rispetto reciproco e franchezza. Un equilibrio delicato, che prova a tenere insieme l’alleanza con Washington e la difesa dell’autonomia politica italiana, in una fase in cui anche i rapporti tra alleati appaiono sempre più esposti a tensioni e strappi.

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