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“Quintali di cibo sequestrati”. Alti rischi per la salute, la scoperta shock

Pubblicato: 14/04/2026 22:55

Quasi otto quintali di alimenti sequestrati e gravi irregolarità igienico-sanitarie. È il bilancio dell’operazione condotta dai Nas e dai carabinieri forestali a Cerveteri, in provincia di Roma, nell’ambito dei controlli intensificati durante il periodo pasquale. Tra i prodotti finiti sotto sequestro anche carne di selvaggina non tracciata, considerata particolarmente rischiosa per la salute dei consumatori.

Il controllo, effettuato il 10 aprile, ha riguardato diversi esercizi di ristorazione del territorio. Le verifiche hanno fatto emergere una situazione critica sotto più profili, tra cui la mancata tracciabilità degli alimenti, la cattiva conservazione e il mancato rispetto delle norme igieniche previste.

Irregolarità e chiusure nei ristoranti

Nel corso dell’ispezione, una trattoria è stata chiusa temporaneamente per gravi carenze igieniche. All’interno del locale è stato scoperto anche un deposito abusivo, oltre alla violazione delle procedure Haccp. I militari hanno sequestrato circa 190 chili di cibo, inclusi 24 chili di selvaggina non tracciata e prodotti oltre il termine minimo di conservazione.

In un secondo ristorante sono stati trovati alimenti scaduti o mal conservati e privi di tracciabilità. In questo caso il sequestro ha riguardato circa sei quintali di prodotti, per un valore commerciale stimato intorno ai 19mila euro. Una terza attività del centro è stata invece sanzionata per condizioni igieniche ritenute inadeguate.

Gli investigatori sospettano che parte della carne sequestrata, in particolare quella di origine selvatica, possa provenire da attività di caccia illegale e sia stata immessa direttamente nelle cucine senza controlli sanitari. Gli accertamenti proseguiranno anche nelle prossime settimane, con verifiche estese ad altri locali.

I rischi sanitari legati alla selvaggina

La presenza di carne non tracciata rappresenta un pericolo concreto per la salute. In particolare, sotto osservazione c’è il rischio di zoonosi, malattie trasmissibili dagli animali all’uomo. Tra queste, una delle più temute è la brucellosi, infezione batterica che può essere contratta anche attraverso il consumo di carne contaminata, soprattutto di cinghiale.

I sintomi della malattia possono essere anche severi: febbre alta, sudorazione intensa, debolezza, dolori muscolari e articolari. In alcuni casi l’infezione può diventare cronica e causare complicazioni, soprattutto nei soggetti più fragili.

Le forze dell’ordine hanno ribadito la linea della tolleranza zero, sottolineando come il rispetto delle norme sanitarie rappresenti un presidio fondamentale per prevenire rischi e garantire la sicurezza alimentare.

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