
Adriano Panatta non ha dubbi: dopo le ultime prestazioni di Jannik Sinner, il confronto con Carlos Alcaraz si è acceso come non mai. Ma, almeno oggi, secondo l’ex campione azzurro “non c’è partita”. Il riferimento è al recente Monte Carlo Masters, torneo in cui l’italiano ha mostrato una solidità che ha colpito tutti.
Panatta ne ha parlato nel podcast “la telefonata”, realizzato con l’ex compagno di doppio Paolo Bertolucci, partendo da un dettaglio apparentemente secondario ma decisivo: le condizioni del match.
Sinner-Alcaraz, l’analisi parte da Monte Carlo
“A Montecarlo il vento lo ha favorito”, ha detto Panatta, spiegando come il meteo abbia potuto esaltare le caratteristiche di Sinner. Ma il suo ragionamento non si ferma certo lì: l’ex tennista entra nel merito, confrontando colpo su colpo i due rivali.
È un’analisi tecnica, netta, quasi chirurgica. E mette subito in evidenza un punto: Sinner, nei momenti chiave, dà l’impressione di sapere sempre cosa fare e quando farlo.

Colpo per colpo: dove Sinner è avanti e dove domina Alcaraz
“Jannik ha un gioco più regolare e lineare dello spagnolo e il fatto che ci fosse molto vento lo ha di sicuro favorito”, ha spiegato Panatta, sottolineando la capacità di adattamento dell’azzurro. Poi la comparazione entra nel dettaglio, fondamentale per fondamentale.
“Proviamo a fare la visione dei colpi: sul rovescio è migliore Sinner. Dritto? Molto meglio Alcaraz. Servizio, forse oggi un filino meglio Sinner ma non di tanto”.

Il paradosso che spiega tutto: “però vince quell’altro”
Nel discorso di Panatta c’è un passaggio che sembra un piccolo shock sportivo: elenca i punti in cui Alcaraz è superiore, eppure la conclusione porta altrove. “A rete nettamente migliore Alcaraz, palla corta decisamente migliore Alcaraz e come movimenti in campo, anche qui meglio Alcaraz. Però vince quell’altro. Come è possibile? Ve lo dico io. Jannik di testa gioca sempre al 100% e il suo 100% è nettamente migliore del 100% di Alcaraz. Lo spagnolo non gioca quasi mai al 100% a livello mentale e ha dei passaggi a vuoto che l’altro non ha e questa cosa Alcaraz la paga amaramente”.
Secondo Panatta, quindi, la differenza vera non sta solo nel talento o nei colpi: sta in ciò che succede “dentro” la partita, quando la pressione sale e il margine si azzera.

La chiave è mentale: “l’ha stritolato”
Il cuore dell’analisi arriva quando Panatta descrive la dinamica psicologica della finale. “Nel secondo set della finale Jannik l’ha stritolato mentalmente. Alcaraz aveva lo sguardo basso di un tennista distrutto. Sinner sembrava seduto su una poltrona e vedere un partita”. Parole forti, che fotografano un match deciso più dalla testa che dal braccio.
In questo racconto, Sinner appare come un giocatore capace di restare lucido anche quando tutto intorno si fa caos. E per Panatta è questo che oggi sposta gli equilibri.
Il paragone con Djokovic, Borg e Nadal: la “flemma micidiale”
Panatta alza l’asticella e chiama in causa tre giganti del tennis: Novak Djokovic, Bjorn Borg e Rafael Nadal. “Lui è diverso, come la canzone di Mia Martini. Per me Sinner è meglio di Djokovic a livello mentale perché Nole ogni tanto qualche racchetta la spacca. Lui di testa è il più forte di tutti i tempi insieme a Borg. Nadal anche era forte mentalmente ma la metteva in rissa quando la partita si faceva difficile. Sinner invece ha una flemma micidiale, sembra quasi distaccato e non si arrabbia mai”.
È un giudizio pesante, destinato a far discutere: non solo elogia la tenuta mentale di Sinner, ma la colloca in una dimensione quasi storica.
Terra rossa e Roland Garros: la prova del fuoco
Un altro punto decisivo riguarda la terra rossa, tradizionalmente considerata terreno più favorevole ad Alcaraz. Per Panatta, però, la distanza si sarebbe ridotta in modo drastico, e il vero banco di prova sarà il Roland Garros.
Lì, con la pressione massima e cinque set a disposizione, si vedrà se questo nuovo equilibrio è definitivo o se la rivalità è pronta a cambiare ancora.
Una rivalità destinata a durare: anche la classifica diventa un duello
Lo sguardo finale si sposta sulla classifica Atp e su un testa a testa che potrebbe prolungarsi nel tempo. “La forbice non c’è più nei Masters, adesso vedremo al Roland Garros. La classifica Atp? Una settimana diventa primo Sinner, quella dopo Alcaraz e così via… Secondo me dovrebbero fare la classifica a pari merito per far finire questa storia inutile, ma mi rendo conto che sarebbe una soluzione troppo intelligente”.
La sensazione è che siamo davanti a un duello che segnerà un’epoca. E se davvero, come dice Panatta, la differenza sta nella testa, allora ogni partita tra Sinner e Alcaraz continuerà a essere molto più di una semplice sfida di tennis.


