
Si è concluso poco fa a Palazzo Chigi il bilaterale tra Giorgia Meloni e Volodymyr Zelensky, un incontro che conferma la linea di continuità dell’Italia nel sostegno all’Ucraina, sia sul piano politico che su quello militare. Al centro del confronto, l’andamento del conflitto, le prospettive negoziali e il rafforzamento della cooperazione, in particolare sul fronte della difesa aerea, considerata da Kiev una priorità assoluta.
Nel corso delle dichiarazioni congiunte, la presidente del Consiglio ha ribadito come la posizione italiana non abbia subito cambiamenti nel corso degli ultimi anni. “Siamo sempre stati al fianco di Kiev, del suo popolo e delle sue istituzioni”, ha affermato Meloni, sottolineando che il sostegno all’Ucraina rappresenta non solo un dovere morale, ma anche una necessità strategica. Un punto che la premier ha voluto rimarcare con forza, evidenziando come in gioco ci sia la sicurezza dell’intera Europa, oltre che il rispetto del diritto internazionale.
Dichiarazioni congiunte con il Presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky. https://t.co/L3Vd1jBmcV
— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) April 15, 2026
Difesa aerea e sostegno militare al centro del confronto, Zelensky: “Ci serve rafforzare la difesa aerea”
Dal canto suo, Zelensky ha posto l’accento sulla necessità di rafforzare ulteriormente la cooperazione militare, in particolare nel campo della difesa aerea. Prima ancora dell’incontro, il presidente ucraino aveva indicato questa come la “massima priorità diplomatica”, ricordando che i bombardamenti russi sulle città ucraine continuano quotidianamente. La richiesta è chiara: più sistemi di difesa, più missili e una collaborazione sempre più stretta con i partner europei.
In questo contesto, il leader ucraino ha richiamato i programmi già in corso, come quelli sviluppati con Germania e Norvegia per il potenziamento dei sistemi antimissile, e ha aperto alla prospettiva di una produzione congiunta europea di strumenti di difesa, dai missili ai droni. Un passaggio che segna un’evoluzione nella strategia di Kiev, sempre più orientata a costruire un’autonomia industriale militare in collaborazione con i Paesi alleati.
Verso una pace “giusta”, ma con il sostegno dell’Occidente
Uno dei temi centrali del bilaterale è stato quello dei negoziati. Meloni ha spiegato di aver fatto il punto con Zelensky sui prossimi passi per arrivare alla fine della guerra, ribadendo che eventuali spiragli di pace sono legati alla tenacia del popolo ucraino e al sostegno dell’Occidente. L’obiettivo resta quello di una “pace giusta”, che non comprometta l’integrità territoriale dell’Ucraina.
Zelensky, dal canto suo, ha voluto ringraziare l’Italia per il supporto ricevuto, sottolineando in particolare il “rispetto per l’indipendenza e l’integrità territoriale” del suo Paese. Un riconoscimento che va oltre l’assistenza materiale e che, nelle parole del presidente ucraino, ha lo stesso valore della sicurezza.
L’incontro di Roma si inserisce dunque in una fase delicata del conflitto, in cui alla prosecuzione degli aiuti militari si affianca il tentativo di mantenere aperto un canale negoziale. Una doppia linea che Italia e Ucraina sembrano intenzionate a portare avanti con determinazione, in un contesto internazionale ancora segnato da forti incertezze.


