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Trump, follia pura: “Bloccate i loro conti correnti!”. Migliaia di persone nel panico

Pubblicato: 16/04/2026 13:45

Un possibile cambio di rotta nella gestione del sistema finanziario statunitense riporta al centro del dibattito il rapporto tra immigrazione irregolare e accesso ai servizi bancari. Negli Stati Uniti, infatti, si starebbe valutando un intervento normativo che potrebbe modificare in modo significativo le regole di apertura dei conti correnti, introducendo nuovi obblighi per gli istituti di credito.

Una misura che, se adottata, segnerebbe una svolta nel rapporto tra banche e clienti, andando a incidere direttamente sui criteri di accesso al sistema finanziario e aprendo interrogativi sia sul piano economico sia su quello giuridico.
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Il piano dell’amministrazione Trump

Al centro della proposta c’è l’iniziativa del presidente Donald Trump, che starebbe lavorando a un provvedimento – sotto forma di ordine esecutivo o legge – volto a impedire alle persone in condizione di immigrazione irregolare di aprire conti bancari negli Stati Uniti.

L’obiettivo sarebbe quello di introdurre un sistema di verifica obbligatoria dello status legale dei clienti da parte degli istituti di credito, ampliando i controlli già previsti dalla normativa vigente.

A confermare l’esistenza del progetto è stato il segretario al Tesoro Scott Bessent, che ha parlato apertamente della possibilità di rafforzare i requisiti per l’accesso ai servizi bancari.

Le dichiarazioni del segretario al Tesoro Scott Bessent

In un’intervista televisiva, Scott Bessent ha spiegato che le banche dovrebbero prepararsi a raccogliere informazioni più dettagliate sulla cittadinanza dei propri clienti. «Le banche farebbero meglio a prepararsi al compito di raccogliere i dati sulla cittadinanza dei clienti. Gli immigrati clandestini non hanno il diritto di accedere al sistema bancario», ha dichiarato.

Il segretario ha inoltre sottolineato come il principio del “know your customer” debba essere rafforzato, evidenziando la necessità di conoscere non solo l’identità formale dei correntisti, ma anche la loro posizione legale nel Paese. «Perché cittadini stranieri sconosciuti possono venire e aprire un conto in banca?. Il lavoro dei dirigenti bancari è conoscere i clienti. Come si fa a conoscerlo se non si sa se ha uno status legale o illegale?», ha aggiunto.

Le regole attuali del sistema bancario USA

Attualmente, il sistema bancario statunitense si basa su normative consolidate come il Bank Secrecy Act del 1970, che impone alle banche l’obbligo di verificare l’identità dei clienti per prevenire fenomeni come il riciclaggio di denaro e il finanziamento illecito.

A queste si affianca la disciplina del know your customer, che richiede agli istituti di credito di raccogliere informazioni utili a identificare i correntisti. Tuttavia, le norme in vigore non prevedono l’obbligo di verificare lo status di regolarità sul territorio statunitense.

È proprio questo il punto su cui l’amministrazione Trump intende intervenire, introducendo un livello ulteriore di controllo.

Il possibile ruolo del Financial Crimes Enforcement Network

Tra le ipotesi allo studio vi sarebbe anche l’utilizzo del Financial Crimes Enforcement Network (FinCEN), agenzia del Dipartimento del Tesoro incaricata di applicare le norme del Bank Secrecy Act.

La normativa attribuisce all’agenzia un certo margine di discrezionalità, che potrebbe essere sfruttato per introdurre nuove regole senza passare necessariamente da una riforma legislativa completa. In questo modo, l’amministrazione potrebbe intervenire rapidamente, modificando le condizioni di accesso al sistema bancario.

I costi per le banche e le possibili conseguenze

L’eventuale introduzione di controlli più stringenti comporterebbe però costi significativi per gli istituti di credito. Secondo una stima dell’American Action Forum, l’adeguamento ai nuovi obblighi potrebbe costare tra i 2,6 e i 5,6 miliardi di dollari.

Oltre all’impatto economico, emergono anche altre possibili conseguenze. Limitare l’accesso ai conti bancari per alcune categorie di persone potrebbe rendere più complesso il monitoraggio delle loro attività finanziarie, riducendo uno degli strumenti più immediati per la tracciabilità dei flussi di denaro.

Un equilibrio tra sicurezza e accesso ai servizi

La proposta dell’amministrazione Trump si colloca dunque in un punto delicato, tra esigenze di controllo e accesso ai servizi finanziari. Da un lato, l’intento dichiarato è rafforzare la sicurezza e la trasparenza del sistema; dall’altro, le implicazioni operative e i costi sollevano interrogativi rilevanti.

Il dibattito resta aperto, mentre il provvedimento è ancora in fase di elaborazione. Se dovesse concretizzarsi, potrebbe ridefinire in modo significativo il rapporto tra immigrazione, banche e regolamentazione finanziaria negli Stati Uniti.

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