Vai al contenuto

“Sconcertante!”. Furia Trump contro la chiesa cattolica, l’ha fatto davvero

Pubblicato: 17/04/2026 13:04

La decisione dell’amministrazione statunitense di cancellare un importante contratto pubblico riaccende il dibattito sulle politiche migratorie e sul ruolo delle organizzazioni religiose nell’assistenza ai minori migranti non accompagnati. Il provvedimento riguarda un accordo da 11 milioni di dollari con l’associazione Catholic Charities, storicamente impegnata negli Stati Uniti nell’accoglienza e nel sostegno di bambini arrivati senza genitori.

Lo stop ai finanziamenti segna un passaggio significativo nei rapporti tra il governo federale e la Chiesa cattolica, interrompendo una collaborazione che durava da oltre mezzo secolo. Una scelta che si inserisce in un contesto politico già segnato da tensioni tra la presidenza americana e settori del mondo cattolico, alimentate anche dalle critiche rivolte a Papa Leone XIV.
Leggi anche: Trump contro il Papa, lo scontro totale: “Senza di me non sarebbe Pontefice”

La fine del contratto e il ruolo di Catholic Charities

Il programma coinvolto era gestito dall’Office of Refugee Resettlement, struttura del Dipartimento federale della Salute, che per anni ha finanziato Catholic Charities di Miami per garantire alloggio e assistenza ai minori arrivati negli Stati Uniti senza accompagnatori.

L’organizzazione non profit operava come sistema di affido familiare finanziato a livello federale, distinto dai circuiti statali tradizionali dedicati alla tutela dei minori. Il governo federale aveva già avviato contatti con l’ente alla fine di marzo per comunicare la possibile interruzione dei fondi, poi formalizzata con la decisione definitiva.

Secondo quanto riportato dall’arcivescovo Thomas Wenski, si tratta di una scelta che interrompe “oltre 60 anni di rapporto con Catholic Charities nell’arcidiocesi di Miami”, un legame che ha rappresentato un punto di riferimento per l’assistenza ai minori vulnerabili.

Le reazioni della Chiesa e il ridimensionamento del programma

La decisione ha suscitato forte preoccupazione all’interno della comunità ecclesiastica. L’arcivescovo Wenski ha sottolineato come i servizi offerti fossero stati riconosciuti per la loro eccellenza e considerati un modello a livello nazionale.

Nel suo intervento, ha evidenziato che il programma rappresentava un’esperienza unica per qualità e continuità, affermando che la sua chiusura rischia di interrompere un sistema consolidato di protezione per i minori. Secondo le comunicazioni ufficiali, le attività dovranno essere progressivamente sospese entro un periodo di circa tre mesi.

Parallelamente, il Dipartimento della Salute ha spiegato che il numero di minori migranti non accompagnati sotto la custodia federale è diminuito sensibilmente rispetto ai picchi registrati in passato, passando da circa 22.000 a circa 1.900.

Le motivazioni dell’amministrazione Usa

Dalla parte del governo, la decisione viene inserita in un più ampio processo di riorganizzazione dei servizi e di riduzione delle strutture considerate non più necessarie. Una portavoce del Dipartimento della Salute, Emily G. Hillard, ha spiegato che l’agenzia sta procedendo alla chiusura e al consolidamento di alcune strutture, nell’ambito delle politiche volte a contrastare l’ingresso irregolare e il traffico di minori.

Pur non citando direttamente Catholic Charities, la linea dell’amministrazione punta a una revisione complessiva del sistema di accoglienza, legata anche alla diminuzione dei flussi migratori.

L’impatto sui minori e le preoccupazioni degli esperti

La fine del programma solleva interrogativi sulle conseguenze per i bambini già affidati alle strutture della Chiesa. Non è ancora chiaro quanti minori siano coinvolti né quali saranno le modalità del loro trasferimento.

Secondo Robert Latham, esperto della Children and Youth Law Clinic dell’Università di Miami, il passaggio verso nuove famiglie affidatarie o strutture potrebbe avere effetti psicologici significativi. Il rischio, ha spiegato, è quello di aggravare situazioni già segnate da esperienze di separazione e instabilità, con possibili conseguenze sullo sviluppo emotivo e sull’identità dei minori.

Il futuro del sistema di accoglienza

A Miami-Dade, Catholic Charities gestiva un programma articolato che includeva strutture di accoglienza, affido familiare e servizi di ricongiungimento. Tra queste, il Msgr. Bryan O. Walsh Children’s Village, con 81 posti letto dedicati ai minori non accompagnati.

Con la cancellazione del contratto, resta ora aperta la questione della continuità dei servizi e della gestione dei bambini ancora affidati alla rete dell’organizzazione. Le autorità non hanno ancora chiarito in modo definitivo quali saranno le alternative operative, mentre cresce l’attenzione su un sistema che per decenni ha rappresentato uno dei principali punti di riferimento per l’accoglienza dei minori migranti negli Stati Uniti.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure