Vai al contenuto

Avvelenate con la ricina, l’hanno torchiata per 4 ore! Cosa succede

Pubblicato: 18/04/2026 08:21

Esistono misteri che, nati sotto il segno della tragica fatalità, finiscono per trasformarsi in enigmi insolubili, capaci di minare le fondamenta di intere comunità. Quando la quotidianità viene spezzata da eventi che sfidano le prime diagnosi, il lavoro degli inquirenti diventa una corsa contro il tempo e contro il silenzio. Si scava nelle abitudini, nei legami più stretti, cercando quel dettaglio fuori posto che possa spiegare l’inspiegabile. Spesso la risposta non si trova sotto la luce del sole, ma tra le pieghe di rapporti consolidati o in angoli bui della vita professionale, dove tensioni sommerse attendono solo il momento di esplodere. È un percorso tortuoso, fatto di lunghe attese e testimonianze incrociate, in cui ogni parola può essere la chiave per aprire una porta chiusa da troppo tempo o, al contrario, un ostacolo che allontana ulteriormente dalla verità, lasciando chi resta in un limbo di sospetti e dolore.

Il giallo di Pietracatella: l’ombra della ricina e i nuovi interrogatori

Per la seconda volta in meno di dieci giorni la cugina di Gianni Di Vita (il papà e marito delle vittime di Pietracatella) è tornata in Questura a Campobasso per essere ascoltata dagli investigatori. Altre quattro ore di interrogatorio per cercare di capire cosa sia successo nei giorni di Natale, quando Sara e sua mamma Antonella, inizialmente curate per una sospetta intossicazione alimentare, sono poi morte invece per avvelenamento da ricina. Ma quello della cugina non è stato l’unico colloquio della settimana: gli uomini della Squadra Mobile, guidata da Marco Graziano, hanno sentito altre persone “informate dei fatti”, allargando il cerchio a colleghi e conoscenti.

Sono ormai più di 40 le persone che hanno sfilato davanti agli investigatori da quando è stato aperto il nuovo filone di indagine per duplice omicidio premeditato. La cugina di Gianni Di Vita è un’insegnante che vive a pochi metri dalla casa della tragedia e che, attualmente, ospita l’ex sindaco e sua figlia Alice, gli unici due superstiti. Laura Di Vita era già stata sentita nei giorni successivi ai decessi; ieri è dovuta tornare negli uffici della Mobile per una deposizione fiume. Sui motivi di questa nuova convocazione non trapela nulla, ma è certo che a breve sarà riconvocato anche lo stesso Di Vita. Gli inquirenti seguono più piste: l’ambito familiare, i contatti esterni e il mondo lavorativo, in attesa della relazione del Centro Antiveleni di Pavia sulla presenza della tossina nelle vittime.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Ultimo Aggiornamento: 18/04/2026 13:50

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure