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Sparatoria in Italia, ci sono morti: chi sono le vittime! I corpi completamente crivellati

Pubblicato: 18/04/2026 11:01

Esistono momenti in cui il silenzio di una zona industriale viene squarciato da un fragore che non appartiene ai macchinari o al lavoro, ma alla violenza più cieca e inaspettata. È un confine sottile quello che separa la celebrazione di una tradizione millenaria da un atto di ferocia che lascia sul terreno solo domande e disperazione. Mentre una comunità si prepara a vestirsi a festa, l’oscurità decide di riscrivere il copione, trasformando i preparativi in un rito di sangue. Le ombre si muovono rapide, i riflessi del metallo anticipano la tragedia e, in pochi istanti, ciò che era vita diventa un freddo bollettino di cronaca, lasciando dietro di sé il peso di un’incomprensibile brutalità che colpisce dritto al cuore dell’integrazione e della fede.

Sparatoria in Italia: pioggia di proiettili proprio lì davanti

Una sparatoria avvenuta appena prima della mezzanotte ha trasformato la zona industriale di Covo in un campo di morte. A terra sono rimasti i corpi di due uomini di origine indiana, entrambi di 48 anni: Rajinder Singh, residente a Covo, padre di tre figli ed ex presidente del centro locale, e Gurmit Singh, proveniente da Agnadello. L’agguato è scattato in via Campo Rampino intorno alle 23:50, proprio mentre le vittime uscivano da un capannone adibito a tempio sikh, l’associazione Gurudwara Mata Sahib Kaur Ji. La ferocia dell’attacco è testimoniata dalla decina di bossoliritrovati sul selciato, un numero di colpi esplosi ben superiore a quello necessario per uccidere, segno di un’esecuzione spietata. Perché gli hanno sparate, il motivo.

Perché gli hanno sparato

Secondo le prime testimonianze, due persone a bordo di un’auto si sarebbero avvicinate al capannone aprendo il fuoco. Singh Govindpa, presente sul posto, ha fornito un racconto agghiacciante: «C’era tanta gente ieri sera al tempio, stavamo preparando la festa per la nascita della religione sikh. È arrivato un indiano di Antegnate che frequenta a sua volta il tempio e ha sparato. Ha sparato non solo alle vittime, anche un’altra persona è stata sfiorata». La tragedia ha colpito una realtà presente sul territorio da quindici anni e considerata modello di convivenza.

Il sindaco di Covo, Andrea Cappelletti, si è detto sconvolto: «Sono sindaco da 12 anni e loro erano presenti prima del mio arrivo. Non ci sono mai stati problemi e, anzi, mi sembra sia una comunità integrata». Oggi si sarebbe dovuta svolgere la manifestazione annuale religiosa con il consueto corteo colorato. «Ogni anno ci invitano, oggi saremmo dovuti essere presente io o il vicesindaco. Nel pomeriggio ci sarebbe dovuto essere il corteo e il banchetto», ha aggiunto Cappelletti, dicendosi perplesso su un possibile legame tra il sangue e la festa. I carabinieri stanno ora lavorando senza sosta per ricostruire i moventi di questo duplice omicidio che ha sconvolto la Bassa Bergamasca.

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Ultimo Aggiornamento: 18/04/2026 11:46

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