
Un nuovo attacco di droni ucraini ha colpito sul Mar Nero, provocando un incendio e causando almeno una vittima. L’operazione di Kiev, avvenuta nelle prime ore del 20 aprile, arriva a pochi giorni da un raid simile e riporta l’attenzione su uno dei punti più sensibili per l’export energetico di Mosca, in una fase di crescente pressione militare.
Secondo le autorità russe, l’attacco ha preso di mira il porto di Tuapse ed ha innescato un incendio di vaste proporzioni, con fiamme visibili anche nelle aree vicine alla raffineria di petrolio. Il governatore della regione di Krasnodar, Veniamin Kondratiev, ha parlato apertamente di un “massiccio attacco di droni”, sottolineando come Tuapse sia stata presa di mira nuovamente a pochi giorni dall’incendio del 16 aprile.
Le immagini diffuse online mostrano colonne di fumo denso e roghi persistenti, segno della violenza dell’impatto e della difficoltà nel contenere rapidamente le fiamme.
Il bilancio: una vittima e danni anche tra i civili
Il bilancio provvisorio è di una persona morta e un ferito, entrambi nell’area del porto. Ma le conseguenze non si sono limitate alle infrastrutture: detriti dei droni hanno colpito diversi edifici in città, tra cui una scuola elementare, un asilo, una chiesa e abitazioni private.
Le autorità locali hanno disposto la chiusura delle scuole pubbliche, mentre la procura ha confermato danni alle infrastrutture di trasporto del porto, elemento chiave per le operazioni logistiche.
Tuapse, nodo strategico per il petrolio russo
Il porto di Tuapse rappresenta un punto cruciale per l’export di prodotti petroliferi russi. Qui transitano nafta, gasolio, olio combustibile e altri derivati, prodotti sia localmente sia in altre raffinerie interne.
Secondo analisi riportate da The Moscow Times, gli attacchi contro questi obiettivi rientrano in una strategia precisa: colpire la filiera energetica russa, riducendo la capacità di esportazione e incidendo sulle entrate economiche del Paese.
Escalation di droni mentre i negoziati restano fermi
Nella stessa notte, il ministero della Difesa russo ha dichiarato di aver abbattuto 112 droni ucraini sul territorio nazionale, segnale di un’intensificazione significativa delle operazioni.
Anche il Kyiv Post evidenzia come gli attacchi contro infrastrutture energetiche siano aumentati nelle ultime settimane, in parallelo allo stallo dei negoziati internazionali. Il conflitto sembra così spostarsi sempre più verso obiettivi strategici ad alto impatto, con conseguenze che vanno ben oltre il fronte militare.


