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“Questa è l’ultima volta…”. Papa Francesco, si scopre solo a un anno dalla morte: il retroscena sugli ultimi giorni

Pubblicato: 21/04/2026 15:21

A un anno dalla morte di Papa Francesco, avvenuta il 21 aprile 2025 alle 7.35 nella residenza di Casa Santa Marta, emerge un racconto carico di umanità sugli ultimi momenti del Pontefice. A parlare è Massimiliano Strappetti, l’assistente sanitario personale che gli è rimasto accanto negli anni finali del pontificato e fino alle ultime ore di vita.
Nell’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Strappetti ha descritto un rapporto costruito nel tempo, fatto di vicinanza quotidiana, cura e fiducia reciproca. Un legame che si sarebbe manifestato anche dopo la morte del Pontefice, quando l’infermiere ha scelto di restare per due giorni e mezzo accanto alla bara aperta di Francesco. Secondo il suo racconto, quella presenza era il naturale proseguimento dell’assistenza prestata fino all’ultimo istante, quasi un ultimo gesto di servizio verso il Papa che aveva seguito con dedizione.

La frase pronunciata prima del ricovero

Il passaggio più toccante dell’intervista riguarda il 14 febbraio 2025, quando le condizioni di Papa Francesco si erano aggravate al punto da rendere necessario il trasferimento in ospedale.
È in quel momento, ha raccontato Strappetti, che il Pontefice avrebbe pronunciato una frase rimasta impressa nella memoria di chi gli era vicino: “Questa è l’ultima volta che vedo Santa Marta, vero?”.

A quelle parole, l’assistente sanitario rispose con una promessa: “Io la riporterò qui vestito da Papa”. Una promessa che, come lui stesso ha ricordato, si è poi compiuta.

L’ultima uscita e la commozione al rientro

Strappetti ha inoltre rievocato il giorno precedente alla morte di Francesco, segnato dalla benedizione Urbi et Orbi e dal successivo giro in papamobile tra i fedeli.

Al rientro a Santa Marta, il Papa appariva esausto ma profondamente sereno. Secondo il racconto dell’infermiere, in ascensore, rimasti soli, dal volto del Pontefice sarebbe scesa una lacrima, segno di una commozione intensa che univa la gioia dell’incontro con la folla e la probabile consapevolezza della fragilità del momento che stava vivendo.

Un racconto che aggiunge un tassello umano agli ultimi istanti del Pontefice

Le parole di Strappetti aggiungono oggi un elemento molto personale al racconto degli ultimi giorni di Jorge Mario Bergoglio, morto il 21 aprile 2025 dopo un peggioramento improvviso, con un quadro clinico indicato dal Vaticano come ictus cerebrale, coma e collasso cardiocircolatorio irreversibile.

Il retroscena raccontato dall’uomo che gli è stato accanto fino alla fine restituisce l’immagine di un Papa che, pur stremato, ha voluto vivere fino all’ultimo il contatto con la sua gente e il suo ritorno a Santa Marta, luogo che sentiva come casa.

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