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Fa una tac, muore subito dopo: orrore in Italia. “Ecco perché è successo”

Pubblicato: 22/04/2026 18:43

Sembrava un controllo di routine, uno di quegli esami che si fanno senza pensarci troppo. Poi qualcosa cambia: i primi segnali, il malessere, la sensazione che qualcosa non stia andando come dovrebbe.

Da quel momento, la situazione precipita rapidamente. E una giornata ordinaria si trasforma in una tragedia su cui ora la magistratura vuole fare chiarezza.

La Procura di Lecce ha aperto un’indagine sulla morte di un uomo di 76 anni, residente a Corsano, avvenuta il 29 gennaio scorso dopo una TAC con mezzo di contrasto eseguita all’ospedale “Cardinale Panico” di Tricase.

I sintomi dopo l’esame

Secondo la denuncia presentata dal figlio, subito dopo l’esame l’anziano avrebbe manifestato ponfi sulla pelle, malessere generalizzato e fastidi alla gola, sintomi compatibili con una possibile reazione allergica.

Il paziente sarebbe stato trattato con cortisone e successivamente dimesso, ritenendo la reazione sotto controllo.

Il peggioramento e la corsa in ospedale

Durante il rientro a casa, però, le condizioni dell’uomo sarebbero peggiorate rapidamente, con gravi difficoltà respiratorie.

È stato quindi allertato il 118, ma – secondo quanto riferito dai familiari – l’ambulanza sarebbe arrivata dopo circa mezz’ora e senza medico a bordo.

Il 76enne è morto durante il trasporto d’urgenza. Il referto parla di arresto cardiocircolatorio da shock allergico.

I dubbi della famiglia

Il legale della famiglia, l’avvocato Luciano De Francesco, sottolinea che l’esposto è stato presentato contro ignoti e che le indagini sono ancora in fase iniziale.

Secondo la difesa, potrebbero non essere state rispettate le linee guida per la gestione di una reazione al mezzo di contrasto:
«Il paziente avrebbe dovuto restare in osservazione per almeno 24 ore e invece è stato dimesso».

Indagini in corso

La Procura valuterà ora i prossimi passi, compresa l’eventuale nomina di un medico legale per chiarire le cause del decesso e accertare eventuali responsabilità.

Nel frattempo, si attende anche una posizione ufficiale da parte della direzione sanitaria dell’ospedale.

Una vicenda che solleva interrogativi delicati sulla gestione delle emergenze mediche e sulle procedure di sicurezza dopo esami considerati di routine.

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