Vai al contenuto

Domenico morto dopo il trapianto non riuscito, la decisione della famiglia è appena arrivata

Pubblicato: 23/04/2026 17:43

Si allarga il fronte degli accertamenti sulla morte del piccolo Domenico, il bambino di due anni e mezzo deceduto dopo un trapianto di cuore fallito. Un caso che continua a sollevare interrogativi profondi e che ora entra in una fase cruciale sul piano delle indagini giudiziarie.

Il prossimo 28 aprile sarà una data chiave: il giudice per le indagini preliminari ha disposto nuovi accertamenti sanitari, con il coinvolgimento di consulenti e specialisti chiamati a fare luce su quanto accaduto. L’obiettivo è chiarire eventuali responsabilità mediche e verificare ogni passaggio della complessa procedura clinica.

Oltre al medico legale Luca Scognamiglio, potrebbero partecipare – anche da remoto – altri tre consulenti indicati dalla famiglia Caliendo. La richiesta è stata avanzata nell’ambito del procedimento coordinato dal gip Mariano Sorrentino.

L’istanza è stata presentata dall’avvocato Francesco Petruzzi, legale della famiglia Caliendo-Marcolino, che ha chiesto l’autorizzazione al collegamento in videoconferenza per ulteriori esperti. Una scelta legata anche alla rilevanza internazionale di alcuni dei consulenti coinvolti.

Tra questi figura il professor Gianni D. Angelini, specialista in cardiochirurgia residente nel Regno Unito, insieme al dottor Alessandro Iacobelli e alla dottoressa Maria D’Amico, esperti rispettivamente in anatomia patologica e anestesia e rianimazione.

Gli accertamenti si svolgeranno presso l’istituto di medicina legale del Policlinico di Bari, dove il collegio dei periti incaricati dal giudice analizzerà diversi elementi cruciali del caso. Saranno presenti anche i consulenti della famiglia e i sette medici attualmente indagati.

Tra i punti centrali delle verifiche ci saranno sia il cuore malato espiantato al bambino sia quello successivamente trapiantato. Secondo quanto emerso finora, quest’ultimo sarebbe arrivato danneggiato da Bolzano, un elemento che potrebbe rivelarsi determinante per l’esito dell’inchiesta.

Nei giorni scorsi, su disposizione dell’autorità giudiziaria e alla presenza dei carabinieri del NAS di Napoli, il cuore del piccolo è stato trasferito dall’istituto di medicina legale di Aversa a uno dei periti incaricati, in vista degli esami previsti.

La Procura di Napoli, con il pm Giuseppe Tittaferrante e il procuratore aggiunto Antonio Ricci, ha inoltre rafforzato il team tecnico affiancando agli specialisti già nominati anche il cardiochirurgo Paolo Centofanti. Un passo ulteriore per fare piena luce su una vicenda che resta al centro dell’attenzione pubblica e giudiziaria.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure