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Guerra Iran, Phelan lascia la Marina Usa. A Teheran attivate le difese aeree, la portaerei Bush in Medio Oriente

Pubblicato: 23/04/2026 20:24

La crisi tra Stati Uniti e Iran entra in una fase ancora più instabile, tra dimissioni improvvise ai vertici militari americani e tensioni crescenti nello stretto di Hormuz. Il segretario alla Marina Usa, John Phelan, lascia l’incarico “con effetto immediato”, senza spiegazioni ufficiali da parte del Pentagono, mentre emergono indiscrezioni su contrasti interni con il capo della Difesa. Nello stesso momento, Washington ordina a decine di navi di invertire la rotta, rafforzando il blocco contro Teheran. Sul fronte diplomatico, la tregua prorogata unilateralmente dagli Stati Uniti non convince l’Iran, che denuncia pressioni e minaccia reazioni militari. Il rischio escalation resta alto, con i mediatori internazionali al lavoro per evitare uno scontro diretto. Intanto il Senato Usa respinge ancora una volta un tentativo di limitare i poteri di guerra del presidente Trump, segno di una frattura politica interna che accompagna la crisi internazionale.

21.05 Usa, la portaerei George H.W. Bush è arrivata in Medio Oriente
La portaerei americana Uss George H.W. Bush è arrivata in Medio Oriente. Lo riferiscono i media americani, aggiungendo che l’unità rafforza la presenza militare americana nell’area, dopo aver operato ed essersi allontanata dal Madagascar.

20.20 Iran: “Attivate difese aeree”
Le difese aeree iraniane si sono attivate contro “obiettivi ostili” nei cieli di Teheran, per la prima volta dall’inizio del cessate il fuoco. Lo riferiscono i media statali, secondo cui i sistemi di difesa hanno intercettato minacce in diverse aree della capitale.

16.00 New York Times: Khamenei attende protesi alla gamba, per il volto serve chirurgia plastica
La Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei è gravemente ferito ma “mentalmente lucido e attivo”. Lo riporta il New York Times citando alcune fonti, secondo le quali è stato operato alla gamba tre volte dal bombardamento che ha ucciso suo padre e la sua famiglia, ed è in attesa di una protesi. Ha inoltre subito un intervento chirurgico a una mano e sta recuperando la funzionalità. Il volto e le labbra hanno riportato gravi ustioni, rendendogli difficile parlare, hanno riferito ancora i funzionari mettendo in evidenza che avrà bisogno di un intervento di chirurgia plastica.

15:30 Trump: “Iran fatica a capire chi è il suo leader, moderati guadagnano credito”
“L’Iran sta facendo un’enorme fatica a capire chi sia il suo leader. Semplicemente non lo sanno. La lotta intestina tra la linea dura che stanno subendo pesantissime sconfitte sul campo di battaglia e i “moderati, che di moderato non hanno proprio nulla (ma stanno guadagnando credito!) è una follia!”. Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth.

15:22 Trump: “Controlliamo Hormuz, è sigillato fino a un accordo”
“Abbiamo il controllo totale sullo Stretto di Hormuz. Nessuna nave può entrare o uscire senza l’approvazione della Marina americana. È sigillato ermeticamente, finché l’Iran non sarà in grado di raggiungere un accordo”. Lo afferma Donald Trump sul suo social Truth.

02:51 – Usa fermano 31 navi nel blocco contro Iran
Le forze americane hanno ordinato a 31 navi di invertire la rotta o rientrare in porto nell’ambito del blocco contro l’Iran, una decisione operativa che segna un ulteriore irrigidimento della postura militare statunitense nel Golfo. L’indicazione, confermata dal Centcom, riguarda unità commerciali e logistiche che si trovavano nelle rotte più esposte dello stretto di Hormuz, passaggio chiave per il traffico petrolifero mondiale. Il provvedimento arriva dopo una sequenza di incidenti marittimi: i pasdaran hanno sequestrato due navi cargo e colpito una terza, alimentando il timore di attacchi mirati contro il traffico civile. Washington parla di misura precauzionale, ma nei fatti si tratta di un blocco che aumenta la pressione su Teheran e rende più fragile l’equilibrio già precario della tregua.

01:13 – Media Usa: Phelan licenziato dopo scontri interni
Dietro l’uscita improvvisa del segretario alla Marina John Phelan emergono, secondo i media americani, mesi di tensioni interne al Pentagono, in particolare con il capo della Difesa Pete Hegseth. Il nodo sarebbe stato il rapporto diretto tra Phelan e il presidente Donald Trump, con contatti frequenti e iniziative autonome sulla modernizzazione della flotta militare. Una dinamica che avrebbe incrinato la catena di comando, creando attriti sempre più evidenti. Phelan avrebbe avanzato proposte strategiche senza passare dal vertice del Pentagono, una scelta considerata inaccettabile da Hegseth. In questo contesto, l’uscita “con effetto immediato” assume il peso di una rimozione politica più che di una semplice dimissione, proprio mentre la crisi con l’Iran richiede una gestione compatta e coordinata.

00:15 – Senato boccia limite ai poteri di guerra di Trump
Sul fronte interno, il Senato Usa ha respinto per la quinta volta una proposta di legge che avrebbe limitato i poteri di guerra del presidente, imponendo il via libera del Congresso per nuove operazioni militari contro l’Iran. Il voto, chiuso con 46 favorevoli e 51 contrari, conferma una spaccatura trasversale tra i partiti. Il democratico John Fetterman si è unito ai repubblicani nel voto contrario, mentre il repubblicano Rand Paul ha sostenuto la proposta con l’opposizione. Il leader democratico Chuck Schumer ha annunciato che continuerà a portare la questione in aula con cadenza settimanale, segno di una tensione politica destinata a prolungarsi. In questo scenario, la Casa Bianca mantiene margini operativi ampi, proprio mentre la crisi internazionale entra in una fase più delicata.

00:11 – Terzo caso nei vertici militari in poche settimane
L’addio di Phelan non è un episodio isolato ma si inserisce in una serie ravvicinata di cambi ai vertici militari statunitensi. Solo nelle ultime settimane il segretario alla Difesa ha rimosso il generale Randy George e altri ufficiali di alto livello dell’Esercito, segnando un ricambio che appare anomalo per tempi e modalità. Questa instabilità interna rischia di riflettersi sulla gestione della crisi con l’Iran, proprio mentre aumenta la pressione operativa nello stretto di Hormuz. Le dimissioni arrivano inoltre a poche ore da un intervento pubblico di Phelan davanti a una platea di marinai e operatori del settore, dove aveva illustrato i programmi futuri della Marina, rendendo l’uscita ancora più inattesa e difficile da interpretare.

00:06 – Phelan lascia la Marina Usa “con effetto immediato”
Il Pentagono ha comunicato che il segretario alla Marina John Phelan ha lasciato il suo incarico con effetto immediato, senza fornire alcuna spiegazione ufficiale sulle ragioni della decisione. Si tratta della più alta autorità civile all’interno della Us Navy, una figura chiave nella gestione strategica della forza navale americana. Il ruolo sarà assunto ad interim dal vice Hung Cao, in attesa di una nomina stabile. L’annuncio arriva nel pieno della crisi nello stretto di Hormuz, mentre gli Stati Uniti mantengono il blocco navale e cercano di tenere aperto un canale diplomatico con l’Iran, tra aperture sui colloqui e minacce incrociate che rendono la tregua sempre più fragile.

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Ultimo Aggiornamento: 23/04/2026 21:18

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