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Guerra, Witkoff e Kushner volano in Pakistan, Teheran nega contatti con Washington. Bombe in Libano

Pubblicato: 24/04/2026 11:21

La crisi tra Iran e Stati Uniti resta concentrata sullo Stretto di Hormuz, dove la tensione cresce tra presenza militare rafforzata e nuove sanzioni americane, inclusi congelamenti di asset in criptovalute. Teheran continua a smentire ogni apertura diretta ai negoziati e respinge le condizioni di Washington, mentre sul piano diplomatico si muovono attori regionali come il Qatar a sostegno della mediazione del Pakistan. Donald Trump parla di segnali di apertura iraniani e conferma l’invio degli emissari Steve Witkoff e Jared Kushner in Pakistan per colloqui con i negoziatori di Teheran. Resta aperta anche l’ipotesi di un successivo confronto trilaterale, mentre la Casa Bianca insiste su contatti indiretti in evoluzione. Sullo sfondo, la regione rimane segnata da una forte instabilità legata alla sicurezza delle rotte energetiche e al rischio di escalation.

Sul fronte mediorientale, la tregua tra Israele e Libano viene estesa di tre settimane dopo i colloqui a Washington, con il coinvolgimento diretto di Donald Trump nelle consultazioni. L’intesa resta fragile, mentre nel sud del Libano continuano tensioni e operazioni militari legate al ruolo di Hezbollah. Sul piano marittimo si registra una graduale ripresa dei traffici nel porto iracheno di Bassora, dopo le interruzioni dovute alla crisi nello Stretto di Hormuz. Gli Stati Uniti mantengono inoltre la pressione militare e navale nell’area indo-pacifica, mentre la diplomazia internazionale lavora per garantire la sicurezza delle rotte energetiche. In questo quadro, tra deterrenza e tentativi di dialogo, resta alto il rischio di nuove escalation regionali.

22:43 – Teheran smentisce contatti con Washington
L’Iran non avrebbe avanzato alcuna richiesta di colloqui con gli Stati Uniti e avrebbe respinto ogni ipotesi di negoziato, definendo eccessive le condizioni americane. Lo riporta l’agenzia statale Tasnim, che smentisce le dichiarazioni della portavoce della Casa Bianca secondo cui sarebbe stato Teheran a chiedere un dialogo. La notizia viene rilanciata anche dal Guardian, che conferma la posizione iraniana.

22:21 – Doha sostiene il ruolo del Pakistan nella mediazione
L’emiro del Qatar ha avuto un colloquio telefonico con Donald Trump, durante il quale si è discusso degli sviluppi del cessate il fuoco tra Washington e Teheran. Secondo l’agenzia statale del Qatar, Doha continuerà a coordinarsi con i partner internazionali per sostenere gli sforzi di mediazione guidati dal Pakistan, confermando il proprio sostegno al processo diplomatico in corso.

22:18 – Petroliera attracca nel porto di Bassora
Una petroliera è arrivata ai terminal petroliferi di Bassora, nel sud dell’Iraq, secondo quanto riferito da un funzionario portuale all’agenzia Afp. Si tratta del secondo arrivo dopo l’interruzione causata dal conflitto nello Stretto di Hormuz. Le autorità locali parlano di ripresa graduale dei traffici marittimi e di un aumento delle navi commerciali in ingresso nei porti iracheni.

22:10 – Usa congelano 344 milioni in criptovalute legate all’Iran
Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha imposto nuove sanzioni che hanno portato al congelamento di circa 344 milioni di dollari in criptovalute riconducibili all’Iran. Il segretario Scott Bessent ha inoltre annunciato misure contro una raffineria indipendente cinese accusata di sostenere il sistema petrolifero iraniano, rafforzando così la pressione economica su Teheran.

22:01 – Tajani a Rubio: priorità riaprire lo Stretto di Hormuz
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto un colloquio con il segretario di Stato americano Marco Rubio, ribadendo la necessità di riaprire in sicurezza lo Stretto di Hormuz. Tajani ha sottolineato l’urgenza di riprendere i negoziati e ha confermato la disponibilità dell’Italia a contribuire a iniziative multilaterali per la sicurezza marittima e la stabilità dei traffici globali.

21:50 – Trump: “L’Iran presenterà una proposta”
Donald Trump ha dichiarato in un’intervista a Reuters che Teheran starebbe preparando una proposta per i negoziati con Washington. Secondo il presidente americano, l’obiettivo iraniano sarebbe quello di avvicinarsi alle richieste degli Stati Uniti. Trump ha aggiunto che sono in corso contatti con “le persone giuste”, senza però fornire ulteriori dettagli.

21:16 – Ipotesi incontro trilaterale dopo colloqui a Islamabad
Secondo fonti citate da Axios, la possibilità di un incontro tra Iran, Pakistan e Stati Uniti verrà valutata solo dopo il faccia a faccia previsto a Islamabad tra il ministro iraniano Abbas Araghchi e le autorità locali. I colloqui potrebbero aprire la strada a un confronto diretto con Washington, ma restano ancora incerti tempi e modalità.

21:06 – Araghchi arrivato a Islamabad
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è atterrato a Islamabad insieme alla sua delegazione. In parallelo, gli inviati americani Steve Witkoff e Jared Kushner sono attesi in Pakistan. Fonti locali parlano di una possibile svolta diplomatica, anche se le tensioni nello Stretto di Hormuz restano elevate.

20:35 – Teheran nega colloqui con gli Stati Uniti
L’agenzia iraniana Tasnim ha smentito qualsiasi incontro tra il ministro degli Esteri Abbas Araghchi e rappresentanti americani a Islamabad. Teheran accusa i media statunitensi di diffondere notizie false su presunti negoziati. Secondo la posizione ufficiale iraniana, al momento non è previsto alcun dialogo diretto con Washington.

20:10 – Casa Bianca: cessate il fuoco risultato della leadership Trump
La Casa Bianca ha definito il prolungamento del cessate il fuoco tra Israele e Libano una vittoria per gli Stati Uniti e per la comunità internazionale. La portavoce Karoline Leavitt ha attribuito il risultato all’azione diplomatica dell’amministrazione Trump, sottolineando il ruolo del presidente nei negoziati globali per la pace.

19:34 – Washington registra progressi da parte iraniana
La Casa Bianca ha dichiarato di aver osservato segnali di apertura da parte dell’Iran negli ultimi giorni. La portavoce Karoline Leavitt ha parlato di sviluppi incoraggianti nei contatti indiretti, pur senza entrare nei dettagli delle trattative in corso.

19:29 – Vance in standby per eventuale missione
La Casa Bianca ha confermato che il vicepresidente J.D. Vance è pronto a partire per il Pakistan se necessario. La portavoce Karoline Leavitt ha spiegato che la decisione dipenderà dall’evoluzione dei contatti diplomatici con Teheran e dai colloqui previsti a Islamabad tra le parti coinvolte.

19:28 – Witkoff e Kushner in partenza per il Pakistan
Donald Trump ha inviato Steve Witkoff e Jared Kushner a Islamabad per incontrare i negoziatori iraniani, secondo quanto riferito dalla Cnn. I due emissari dovrebbero arrivare nella notte italiana per avviare i colloqui.
Nella missione non è previsto il coinvolgimento del vicepresidente JD Vance.

16.35 Libano, bombardamenti in corso
L’aviazione israeliana sta bombardando il Libano dopo che Hezbollah ha lanciato droni in territorio israeliano e contro le forze che operano nel Libano meridionale. Lo riporta Ynet News.

16:01 Hegseth: “La guerra in Iran è un dono per il mondo”
Il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth ha definito la guerra in Iran un “dono per il mondo” parlando con i giornalisti al Pentagono. Hegseth ha aggiunto che il blocco navale statunitense contro le navi iraniane continuerà “finché sarà necessario” per portare a termine la missione “audace e pericolosa” degli Stati Uniti, volta a porre fine alla minaccia che l’Iran rappresenta per la sicurezza globale.

15:52 Gli equipaggi delle tre navi sequestrate sono ancora sotto custodia Usa
Gli equipaggi delle tre navi mercantili sequestrate dalle forze armate statunitensi nell’ultima settimana per il blocco dello stretto di Hormuz sono ancora sotto la custodia degli Stati Uniti. Lo ha dichiarato il generale Dan Caine durante una conferenza stampa. “Continueremo a condurre azioni e attività di interdizione marittima simili negli Oceani Pacifico e Indiano contro le navi iraniane e le imbarcazioni della ‘Flotta Oscura’”, ha affermato Caine. Il generale ha aggiunto che l’equipaggio della Tousca, la prima nave mercantile sequestrata dalle forze statunitensi domenica, “ha ripetutamente ignorato gli avvertimenti degli Stati Uniti”, per un periodo di sei ore. Caine ha dichiarato che questo comportamento ha indotto l’equipaggio del cacciatorpediniere della Marina che seguiva la nave a sparare cinque colpi di avvertimento. “La nave e il suo equipaggio hanno continuato a ignorare gli avvertimenti e, dopo aver esaurito tutte le altre misure, il Centcom ha autorizzato il fuoco di neutralizzazione contro la Tousca”, ha detto il militare. Successivamente il cacciatorpediniere ha messo fuori uso il motore della nave sparando nove colpi a salve dai cannoni da 12,7 cm del cacciatorpediniere “precisamente nella sala macchine e nello spazio motore a bordo della Tousca”. “Non sorprende che l’imbarcazione abbia poi segnalato problemi al motore, si sia fermata in acqua e abbia iniziato a ottemperare alle direttive statunitensi”, ha concluso Caine.

11:21 – Teheran: contatti con il Pakistan sul cessate il fuoco
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto un colloquio telefonico con il suo omologo pakistano Ishaq Dar e con il capo dell’esercito del Pakistan, Asim Munir. Al centro della conversazione gli sviluppi regionali e le prospettive legate al cessate il fuoco con gli Stati Uniti. La notizia è stata diffusa dal ministero degli Esteri iraniano.

10:48 – Araghchi sente Pakistan e Iraq: focus su tregua e scenario regionale
Nuovi contatti diplomatici per il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, che ha parlato separatamente con il ministro degli Esteri pakistano Mohammad Ishaq Dar e con il capo dell’esercito Asim Munir. Secondo quanto riferito in una dichiarazione diffusa su Telegram e riportata da Sky News, i colloqui si sono concentrati sugli sviluppi regionali e sulle questioni legate al cessate il fuoco.
In una terza telefonata, Araghchi ha discusso degli stessi temi anche con il presidente dell’Iraq, confermando l’intensificarsi delle interlocuzioni diplomatiche nella regione.

08:17 – Israele-Libano, tregua estesa di tre settimane: Trump coinvolto nei colloqui
Tre settimane di estensione del cessate il fuoco per provare a raggiungere un accordo di pace definitivo tra Israele e Libano. È questo l’esito del secondo round di colloqui tra gli ambasciatori dei due Paesi a Washington, ospitati alla Casa Bianca, con la partecipazione di Donald Trump a una parte dell’incontro.
La tregua iniziale, della durata di dieci giorni ed entrata in vigore il 17 aprile, sarebbe dovuta scadere lunedì prossimo. L’estensione rappresenta quindi un tentativo di consolidare il dialogo e guadagnare tempo per una soluzione più stabile.
“Abbiamo avuto un ottimo incontro con i massimi funzionari del Libano e di Israele – ha dichiarato Trump – e credo che il presidente del Libano e il primo ministro di Israele, nelle prossime settimane, verranno qui”. Il presidente americano ha parlato di un’intesa su “ulteriori tre settimane senza spari”, pur mantenendo cautela sull’esito finale. Trump ha infine sottolineato che i negoziati non si svolgono direttamente tra le due parti e che resta centrale il ruolo di Hezbollah, fattore che continua a rendere complesso il raggiungimento di un accordo duraturo.

08:12 – Iran: “Russia e Paesi amici esentati dai dazi a Hormuz”
L’Iran ha deciso di concedere ai Paesi considerati “amici”, tra cui la Russia, l’esenzione dal pagamento delle tariffe di transito nello Stretto di Hormuz. A riferirlo è stato l’ambasciatore iraniano a Mosca, Kazem Jalali, in un’intervista all’agenzia russa Ria Novosti.
Jalali ha spiegato che si tratta di eccezioni previste dal governo iraniano, pur sottolineando che la situazione potrebbe evolvere: “Non so cosa succederà in futuro”. Al momento, ha aggiunto, il ministero degli Esteri di Teheran sta lavorando per applicare queste esenzioni ad alcuni partner strategici.
Nella giornata di ieri, il vicepresidente del Parlamento iraniano Haji Babai ha inoltre confermato che i primi proventi del pedaggio imposto sulle navi in transito nello stretto sono già stati versati alla Banca Centrale di Teheran, secondo quanto riportato dall’agenzia Fars.

07:38 – Usa valutano misure contro alleati Nato per il mancato sostegno in Iran
Gli Stati Uniti starebbero valutando possibili misure nei confronti dei Paesi della Nato che non hanno fornito supporto nella guerra contro l’Iran. Lo riporta Reuters citando un funzionario americano e una comunicazione interna del Pentagono.
Secondo quanto emerge, tra le opzioni allo studio ci sarebbero iniziative di forte impatto politico e strategico, come la sospensione della Spagna dall’Alleanza o una revisione della posizione americana sulla sovranità britannica delle Isole Falkland.
Il documento rifletterebbe una crescente frustrazione da parte di Washington per il rifiuto, da parte di alcuni alleati, di concedere supporto operativo, come l’utilizzo di basi militari o il passaggio nello spazio aereo, nell’ambito delle operazioni legate al conflitto con l’Iran.

03:24 – Usa pronti a colpire Hormuz
Le forze armate americane stanno preparando piani operativi per colpire obiettivi iraniani nello Stretto di Hormuz nel caso in cui il cessate il fuoco dovesse saltare. Secondo quanto emerge da fonti del Pentagono, l’obiettivo è neutralizzare le mine navali, le imbarcazioni veloci e le postazioni costiere iraniane che minacciano la navigazione. In gioco c’è il passaggio di circa il 20% del petrolio mondiale, un dato che rende la crisi non solo militare ma anche economica e globale.

23:35 – Hezbollah lancia razzi su Israele
Nuova fiammata sul fronte nord di Israele, dove Hezbollah ha rivendicato il lancio di razzi contro l’insediamento di Shtula, parlando di risposta alle violazioni israeliane nel sud del Libano. L’esercito israeliano ha confermato l’intercettazione di diversi vettori. L’episodio si inserisce in un contesto di tregua sempre più fragile, mentre i canali diplomatici restano aperti ma sotto pressione.

23:35 – Trump: niente arma nucleare
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha escluso l’uso dell’arma nucleare nel conflitto, pur mantenendo una linea durissima verso Teheran. “Non abbiamo fretta, sono loro sotto pressione”, ha dichiarato, ribadendo che l’Iran non deve ottenere la bomba atomica. Trump ha inoltre rivendicato il “controllo totale” dello Stretto di Hormuz, definendolo di fatto sigillato fino a un eventuale accordo. Secondo il presidente, le operazioni militari americane avrebbero già colpito circa il 75% degli obiettivi previsti, contribuendo a creare instabilità nella leadership iraniana.

23:00 – Tregua Israele-Libano prorogata
Washington ha annunciato un’estensione di tre settimane del cessate il fuoco tra Israele e Libano, nel tentativo di evitare un allargamento del conflitto. La decisione arriva mentre proseguono contatti diplomatici per un possibile vertice entro pochi giorni, anche se da Teheran filtrano segnali di scetticismo sulle reali intenzioni americane.

22:30 – Iran blocca mercantili, tensione con Msc
Teheran ha fermato tre navi mercantili nello scenario del Golfo, alimentando il sospetto di una ritorsione contro il gruppo Msc dopo la fuga di altre imbarcazioni. L’episodio aumenta la pressione sulle rotte commerciali e rafforza il rischio di un confronto diretto sul controllo delle acque strategiche.

La giornata si chiude con una tensione altissima e senza un vero punto di equilibrio. Il nodo resta sempre lo stesso: Hormuz. È lì che si misura la forza, ma anche il rischio di un errore irreversibile.

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Ultimo Aggiornamento: 24/04/2026 23:21

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