
I numeri si muovono lentamente, ma raccontano cambiamenti profondi. Settimana dopo settimana, le percentuali si spostano di pochi decimali, eppure disegnano un quadro politico sempre più instabile. È un equilibrio fragile, influenzato da tensioni interne, scenari internazionali e dinamiche che si riflettono direttamente sul consenso degli elettori. E ora, per la prima volta da mesi, la fotografia dei sondaggi mostra un’inversione di tendenza.

Secondo l’ultima rilevazione dell’Osservatorio Delphi, realizzato da Piave e Sigma consulting, il centrodestra perde terreno, mentre il centrosinistra guadagna posizioni. Il risultato è che l’ipotetica coalizione del “campo largo” risulta attualmente in vantaggio sulla maggioranza.
Centrodestra in flessione
Fratelli d’Italia si attesta al 27,7%, in lieve calo rispetto a inizio marzo. Una flessione contenuta, che però conferma una fase di stabilità senza slanci, lontana dai picchi del 30% registrati in passato.
La Lega è al 7,4%, sostanzialmente stabile ma ancora distante dai risultati del 2022, quando già il dato era stato vissuto come deludente.
Il calo più evidente riguarda Forza Italia, che scende all’8,4%, segnando un arretramento netto dopo una fase di crescita. Tra le possibili cause, il dibattito interno, il referendum sulla giustizia e alcune tensioni legate alla leadership.
Completa la coalizione Noi Moderati, all’1%. Nel complesso, il centrodestra si ferma al 44,5%.
Centrosinistra in crescita
Dall’altra parte, crescono in modo significativo il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle, insieme a Italia Viva, contribuendo a rafforzare l’ipotesi di una coalizione alternativa.
Uno scenario ancora aperto
Le elezioni non sono imminenti, ma il trend attuale rappresenta un segnale politico rilevante.
Per il centrodestra si apre una fase delicata, in cui sarà necessario recuperare consenso e compattezza. Al contrario, il centrosinistra sembra beneficiare del momento, almeno sul piano dei numeri.
Un equilibrio destinato a evolversi nei prossimi mesi, tra dinamiche interne e fattori esterni che continueranno a influenzare il consenso elettorale.


