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Garlasco, cosa c’è davvero negli audio registrati da Chiara Ingrosso e chi ne è davvero coinvolto

Pubblicato: 28/04/2026 16:54

Un intreccio di registrazioni, testimonianze e retroscena mediatici. Il caso Garlasco torna al centro dell’attenzione con nuovi elementi che, più che chiarire, sembrano alimentare ulteriormente il quadro già complesso.

Al centro della vicenda c’è il dossier depositato dalla giornalista Chiara Ingrosso alla Procura Generale di Milano: una ventina di pagine accompagnate da audio, registrazioni e fotografie, con l’obiettivo di evidenziare presunte anomalie nella narrazione mediatica del delitto di Garlasco.

Il contenuto del dossier

Secondo la ricostruzione pubblicata da Selvaggia Lucarelli, il materiale raccolto non conterrebbe rivelazioni clamorose sul piano investigativo, ma piuttosto elementi che punterebbero a dimostrare:

  • possibili narrazioni pilotate
  • dinamiche opache nei rapporti tra giornalisti, legali e trasmissioni tv
  • discrepanze tra versioni pubbliche e conversazioni private

Gli audio analizzati sembrerebbero confermare contatti frequenti tra la giornalista e l’avvocato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, con numerose telefonate nel periodo di collaborazione.

Il ruolo dei media

Un altro punto centrale riguarda la trasmissione FarWest, condotta da Salvo Sottile.

Nel dossier si farebbe riferimento a:

  • un presunto cambio di linea editoriale del programma
  • la possibile censura o ridimensionamento di un servizio realizzato dalla stessa Ingrosso
  • la successiva interruzione del rapporto professionale

Salvo Sottile, conduttore di Far West, ha già smentito che vi sia stato un cambio di linea editoriale, o un ridimensionamento della Ingrosso.

Le testimonianze e i contatti

Tra gli elementi citati emergono anche:

  • contatti con il giornalista Alessandro De Giuseppe
  • riferimenti alle cosiddette “super testimoni” già comparse in altre trasmissioni
  • contrasti su versioni e dichiarazioni relative ai fatti del 13 agosto 2007

Un insieme di relazioni e dichiarazioni che, secondo quanto ricostruito, avrebbe generato tensioni e divergenze tra i protagonisti coinvolti.

Un quadro ancora confuso

Nonostante la mole di materiale depositato, il contenuto del dossier — almeno per ora — non sembrerebbe introdurre elementi decisivi sul piano giudiziario.

Piuttosto, emerge un contesto definito da più parti come un vero e proprio “Far West mediatico”, dove si intrecciano informazione, interessi e ricostruzioni contrastanti.

In attesa di eventuali sviluppi da parte della Procura, il caso continua a muoversi su un terreno in cui il confine tra fatti accertati e narrazione resta ancora difficile da delineare.

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