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Spari del 25 aprile, fermato un 21enne: indagato per tentato omicidio

Pubblicato: 29/04/2026 08:17

Una svolta nelle indagini arriva a pochi giorni dagli spari avvenuti nel pomeriggio di sabato nei pressi del parco Schuster, a Roma, contro due iscritti all’Anpi. La polizia ha fermato un ragazzo di 21 anni ritenuto il presunto autore dell’agguato con una pistola soft air. Le vittime, Rossana Gabrieli e Nicola Fasciano, rispettivamente di 62 e 66 anni, sono rimaste ferite in modo lieve. Il giovane avrebbe ammesso le proprie responsabilità e si trova ora in carcere in attesa dell’udienza di convalida del fermo. Secondo quanto emerso, si chiama Etihan Bondi e avrebbe dichiarato di far parte della «Brigata Ebraica».

Le indagini, coordinate dalla Procura, hanno subito un’accelerazione grazie all’analisi dei video di sorveglianza raccolti sia in via Ostiense, luogo dell’agguato, sia sul lungotevere di Pietra Papa. Proprio da questi filmati gli investigatori sarebbero riusciti a risalire alla targa dello scooter bianco utilizzato dal ragazzo durante la fuga. Un elemento decisivo che ha consentito l’identificazione del sospettato, descritto dalle vittime come vestito con una mimetica verde e con un casco integrale scuro.
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Le indagini e il fermo

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, già nella giornata di martedì, aveva lasciato intendere che l’inchiesta fosse a un punto avanzato, parlando di «buone prospettive» per arrivare alla soluzione del caso. Lo stesso ministro aveva sottolineato come sarebbe stato importante comprendere «che tipo di personalità si cela» dietro l’autore degli spari. Il fermo del giovane rappresenta dunque il primo esito concreto di un lavoro investigativo rapido, fondato soprattutto sull’incrocio tra testimonianze e riscontri video.

Il 21enne è stato condotto in carcere e la sua posizione è ora al vaglio dell’autorità giudiziaria. Oltre alle lesioni, gli inquirenti starebbero valutando la contestazione del tentato omicidio, alla luce delle modalità dell’azione e della dinamica ricostruita attraverso le immagini e le testimonianze raccolte nelle ore successive ai fatti.

La dinamica dell’agguato

Secondo quanto riferito dalle vittime, il giovane si sarebbe avvicinato in scooter al termine della manifestazione dell’Anpi per la Festa della Liberazione, fermandosi a breve distanza e puntando l’arma con il braccio teso prima di sparare. Almeno quattro colpi sarebbero stati esplosi, come raccontato da Gabrieli, psicologa residente ad Aprilia e militante di Sinistra italiana insieme al compagno. Le immagini acquisite confermerebbero sia la fase dell’aggressione sia quella della fuga immediatamente successiva.

Il movente, ancora in fase di accertamento, potrebbe essere legato proprio alla presenza dei fazzoletti dell’Anpi indossati dalle vittime al momento dell’agguato. Un elemento che, se confermato, orienterebbe ulteriormente l’impianto accusatorio. L’indagine resta aperta per chiarire ogni dettaglio e verificare eventuali ulteriori responsabilità o collegamenti.

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