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Trump valuta una nuova azione militare contro l’Iran: Hormuz diventa la leva per piegare Teheran

Pubblicato: 30/04/2026 08:03

Donald Trump torna a mettere l’Iran davanti a un bivio, mentre Washington prepara nuovi scenari militari e diplomatici per forzare Teheran a cedere sul dossier nucleare. Secondo quanto riferito da Axios, il presidente americano dovrebbe ricevere oggi un briefing dal comandante del Centcom, l’ammiraglio Brad Cooper, sui nuovi piani per una possibile azione militare contro l’Iran. Una riunione che, se confermata, indicherebbe come la Casa Bianca stia valutando seriamente la ripresa di operazioni su larga scala, sia per sbloccare i negoziati sia per arrivare a un colpo decisivo prima della fine della guerra. Sul tavolo ci sarebbero diverse opzioni, dal rafforzamento del blocco navale fino a operazioni più mirate, comprese eventuali azioni delle forze speciali sulle scorte iraniane di uranio altamente arricchito.

La pressione su Teheran

L’obiettivo politico resta lo stesso: costringere l’Iran a tornare al tavolo dei negoziati con una posizione più flessibile sulla questione nucleare. Tra i piani che dovrebbero essere illustrati a Trump ci sarebbe anche la possibilità di prendere il controllo di una parte dello Stretto di Hormuz per riaprirlo alla navigazione commerciale. Una fonte citata da Axios non esclude che un’operazione di questo tipo possa prevedere anche l’impiego di forze di terra, segnale di un possibile salto di qualità nella strategia americana.

Al briefing dovrebbe partecipare anche il capo di stato maggiore congiunto, il generale Dan Caine. Tra le opzioni già discusse in passato potrebbe tornare anche quella di un’operazione speciale per mettere in sicurezza le scorte iraniane di uranio altamente arricchito. Trump, intanto, continua a considerare il blocco navale la principale leva negoziale. Ieri ha definito questa strada “un po’ più efficace dei bombardamenti”, pur lasciando aperta la possibilità di un’azione militare qualora Teheran non dovesse cedere.

Il blocco di Hormuz

Il presidente americano ha ribadito che non firmerà alcun accordo con l’Iran se Teheran non accetterà di rinunciare alle armi nucleari. “Non ci sarà mai un accordo a meno che non accettino di rinunciare alle armi nucleari”, ha detto alla Casa Bianca. Trump ha poi descritto l’economia iraniana come ormai al collasso, sostenendo che la valuta non abbia più valore e che il Paese stia affrontando un’inflazione senza precedenti.

La Casa Bianca punta dunque a trasformare il blocco dello Stretto di Hormuz in una pressione economica e strategica diretta. Secondo il Centcom, le forze statunitensi hanno già reindirizzato 41 navi nell’ambito del blocco dei porti iraniani. Brad Cooper ha parlato di 41 petroliere con 69 milioni di barili di petrolio che il regime non può vendere, per un valore stimato di oltre 6 miliardi di dollari. Il blocco navale, in vigore dal 13 aprile, è ormai diventato il perno della strategia americana: strangolare economicamente Teheran, aumentare il costo della resistenza e costringerla a scegliere tra negoziato e ulteriore escalation.

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