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Da domani aumentano le accise! Sale il prezzo della benzina: quanto pagheremo

Pubblicato: 01/05/2026 14:58

Da sabato 2 maggio entrano in vigore le nuove disposizioni del governo sul fronte dei carburanti, con un impatto immediato sui prezzi alla pompa. Dopo settimane caratterizzate da un taglio uniforme delle accise, il quadro cambia e introduce una differenziazione tra benzina e diesel, destinata a incidere sulle abitudini degli automobilisti. La misura arriva in un contesto già segnato dall’aumento dei costi energetici e da un’inflazione in crescita, alimentando preoccupazioni diffuse tra consumatori e categorie produttive.

Il precedente intervento, che prevedeva una riduzione di circa 25 centesimi al litro per entrambi i carburanti, aveva temporaneamente alleggerito la pressione sui prezzi. Tuttavia, con la scadenza della misura, il governo ha deciso di intervenire nuovamente, ma con un approccio diverso, puntando a riequilibrare il rapporto tra i due principali combustibili utilizzati. Le nuove aliquote resteranno in vigore fino al 21 maggio, anche se il decreto indica inizialmente una finestra più breve.

Cosa cambia con il decreto carburanti

Il nuovo decreto carburanti stabilisce una revisione delle accise con valori aggiornati per ciascun prodotto energetico. Per la benzina, l’aliquota viene fissata a 622,90 euro per mille litri, mentre per il gasolio scende a 472,90 euro per mille litri. Restano inoltre definite le soglie per GPL e gas naturale, con quest’ultimo che continua a beneficiare di un’aliquota pari a zero.

La modifica più evidente riguarda però lo sconto applicato: il diesel ottiene una riduzione di circa 20 centesimi al litro, mentre la benzina si ferma a un taglio molto più contenuto, pari a 5 centesimi. Una differenza significativa che porterà con ogni probabilità a un aumento del prezzo della super già nei prossimi giorni, mentre il gasolio manterrà un vantaggio relativo, pur restando su livelli elevati.

Questa scelta nasce dalla necessità di intervenire su un mercato che negli ultimi mesi ha visto il diesel raggiungere e superare stabilmente la soglia dei 2 euro al litro. L’obiettivo dichiarato è quello di contenere il divario e attenuare l’impatto sui settori più dipendenti dal gasolio, come trasporti e logistica.

Le reazioni dei consumatori

Non sono mancate le critiche da parte delle associazioni dei consumatori, che giudicano il provvedimento insufficiente rispetto all’andamento dei prezzi. Secondo l’Unione nazionale consumatori, la misura rappresenta una delusione per gli automobilisti, soprattutto alla luce delle aspettative create nelle settimane precedenti.

Le contestazioni si concentrano in particolare sul livello ancora elevato del prezzo del diesel, che in alcune aree supera i 2,1 euro al litro in modalità self service lungo la rete autostradale. Anche sulle strade urbane i valori restano oltre i 2 euro, alimentando il malcontento tra chi utilizza quotidianamente l’auto per lavoro o necessità.

A pesare sul giudizio complessivo è anche il dato sull’inflazione, tornata a salire con un incremento congiunturale dell’1,2%, un livello che non si registrava da oltre due anni. In questo contesto, la revisione delle accise viene percepita da molti come un intervento parziale, incapace di incidere in modo significativo sul costo della vita.

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