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Iran: “Probabile una nuova guerra con gli USA”, e Trump ritira 5mila soldati dalla Germania

Pubblicato: 02/05/2026 22:00

La tensione tra Iran e Stati Uniti torna a salire e lo scenario di un nuovo conflitto non viene più escluso apertamente. A lanciare l’allarme è stato Mohammad Jafar Assadi, vice comandante del Comando di Khatamolanbia, secondo cui una nuova guerra tra i due Paesi sarebbe “probabile”. Parole che arrivano in un momento già estremamente delicato, segnato da scontri indiretti, tensioni energetiche e un clima di forte instabilità internazionale.

Teheran, però, continua a muoversi su un doppio binario. Da un lato mantiene toni duri e ribadisce la propria capacità di risposta militare, dall’altro prova a tenere aperto uno spiraglio diplomatico. Secondo fonti iraniane, sarebbe stata avanzata una proposta agli Stati Uniti tramite il Pakistan, con l’obiettivo di riaprire il dialogo su dossier cruciali come il programma nucleare, la gestione dello Stretto di Hormuz e l’allentamento delle sanzioni economiche. Ma la fiducia nei confronti di Washington resta minima e la sensazione è che ogni apertura sia accompagnata da una forte prudenza.

La linea dura di Trump e lo scontro con l’Europa

Sul fronte americano, Donald Trump continua a mantenere una linea estremamente rigida. Negli ultimi giorni ha rilanciato attacchi non solo verso l’Iran, ma anche verso gli alleati europei, accusati di non sostenere adeguatamente gli Stati Uniti. Nel mirino sono finiti anche Italia e Spagna, mentre la Germania è al centro di una possibile revisione della presenza militare americana.

Il presidente ha infatti dichiarato che gli Stati Uniti stanno valutando il ritiro di circa 5mila soldati dalla Germania, una scelta che avrebbe implicazioni importanti per gli equilibri della NATO e per la sicurezza del continente europeo. Parallelamente, Washington ha anche aumentato la pressione economica sull’Unione Europea, con l’annuncio di nuovi dazi sulle auto fino al 25%, alimentando ulteriormente le tensioni transatlantiche.

Minacce, scenari globali e rischio escalation

Le dichiarazioni di Trump non si fermano al dossier iraniano. In un recente intervento ha spinto ancora più in alto il livello dello scontro, arrivando a evocare nuovi scenari geopolitici: “Dopo Teheran prenderò il controllo di Cuba”, ha affermato, lasciando intendere una visione strategica più ampia e aggressiva.

Nel frattempo, l’Iran ribadisce di essere pronto a qualsiasi eventualità, mentre gli Stati Uniti rivendicano i risultati ottenuti sul campo, parlando di successi militari e di una pressione crescente sul regime di Teheran. Il risultato è un quadro sempre più instabile, in cui diplomazia e minacce convivono senza un vero punto di equilibrio.

Con il rischio escalation che resta concreto, la comunità internazionale osserva con crescente preoccupazione. La scelta tra negoziato e confronto diretto, come sottolineano anche le autorità iraniane, è ora nelle mani di Washington. E il tempo per evitare un nuovo conflitto sembra ridursi sempre di più.

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