
Un impegno politico per alleggerire il peso di una tragedia che ha segnato decine di famiglie. Dopo mesi di dolore e incertezze, arriva un primo segnale concreto sul fronte delle spese sanitarie legate all’incendio di Capodanno.
La questione, delicata e complessa, riguarda le cure ricevute dai feriti italiani all’estero. Un nodo che ora sembra avviarsi verso una soluzione, almeno sul piano politico.
A margine del vertice della Comunità Politica Europea a Yerevan, la premier Giorgia Meloni ha incontrato il presidente della Confederazione Guy Parmelin. Al centro del colloquio, le conseguenze dell’incendio avvenuto nel locale “Le Constellation” a Crans-Montana.
Secondo quanto riferito da Palazzo Chigi, Meloni ha ottenuto da Parmelin un impegno politico affinché alle famiglie dei giovani italiani coinvolti non venga richiesto alcun pagamento per le cure ospedaliere ricevute in Svizzera.
Il tema resta comunque aperto sul piano tecnico: il governo svizzero sta valutando le modalità di gestione della fatturazione sanitaria tra Stati, alla luce delle normative vigenti. Lo stesso Parmelin ha spiegato che le spese saranno coperte attraverso i meccanismi di aiuto alle vittime, laddove non intervengano le assicurazioni.
L’incendio, avvenuto nella notte di Capodanno, ha avuto conseguenze drammatiche: 41 morti e 115 feriti, tra cui diversi cittadini italiani. Una tragedia che continua a lasciare segni profondi, ma che ora vede un primo passo verso il riconoscimento e il sostegno concreto alle famiglie colpite.


