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“Come si è diffuso il virus”. Incubo crociera, morti a bordo: ora la drammatica scoperta

Pubblicato: 05/05/2026 14:34

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha confermato un focolaio di Hantavirus a bordo di una nave attualmente ancorata al largo di Capo Verde. Il bilancio è già grave: tre decessi tra i passeggeri e il timore di una dinamica di contagio anomala.

La situazione si complica per il sospetto, ancora in fase di verifica, di una possibile trasmissione interumana. Si tratterebbe di un evento raro per questo tipo di virus, storicamente associato al contatto con animali infetti.

Il caso ha assunto rapidamente una dimensione internazionale dopo lo sbarco di una passeggera sull’isola di Sant’Elena il 24 aprile. La donna, il cui marito era già morto sulla nave, presentava gravi sintomi gastrointestinali.

Nonostante le condizioni in peggioramento durante il volo verso il Sudafrica, la passeggera è riuscita a raggiungere Johannesburg, dove è deceduta il 26 aprile. Un episodio che ha fatto scattare l’allerta sanitaria internazionale.

L’OMS ha immediatamente attivato le procedure di emergenza per il tracciamento dei contatti, concentrandosi in particolare sui passeggeri del volo tra Sant’Elena e Johannesburg. L’obiettivo è contenere una possibile diffusione del virus al di fuori dell’imbarcazione.

A preoccupare gli esperti è soprattutto la natura del contagio. L’Hantavirus, infatti, si trasmette normalmente attraverso roditori infetti, ma in questo caso emergono segnali che suggeriscono una possibile trasmissione tra esseri umani.

“Riteniamo plausibile un contagio tra contatti stretti”, ha spiegato Maria Van Kerkhove, sottolineando come il cosiddetto “paziente zero” possa aver contratto il virus prima dell’imbarco.

Al momento si contano due casi confermati e cinque sospetti, oltre ai tre decessi già registrati. Un altro paziente risulta in condizioni critiche, alimentando i timori di un focolaio più esteso.

Sul piano politico, la Spagna mantiene una posizione prudente: nessuna decisione è stata ancora presa sulla gestione della nave. Resta però aperta la collaborazione con l’OMS, mentre cresce l’attenzione internazionale su un possibile sviluppo della crisi sanitaria.

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