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Dopo gli insulti al Papa, missione d’urgenza: Rubio prova a ricucire la crisi

Pubblicato: 05/05/2026 09:01

La missione del segretario di Stato americano Marco Rubio in Vaticano e in Italia nasce con un obiettivo preciso: ricucire lo strappo tra Donald Trump e Papa Leone XIV, dopo gli attacchi durissimi del presidente statunitense che hanno scatenato tensioni non solo religiose ma anche politiche. Le parole di Trump, che ha definito il Pontefice “debole e pessimo”, hanno avuto un impatto significativo soprattutto sull’elettorato cattolico americano, tradizionalmente vicino ai repubblicani. Proprio per questo, secondo fonti diplomatiche, al Dipartimento di Stato si è lavorato intensamente per preparare una visita che possa ridurre i danni e ristabilire un canale di dialogo. La presenza di Rubio, cattolico e figura più moderata, viene vista come un tentativo di abbassare i toni e ricostruire un rapporto incrinato in una fase politica delicata anche in vista delle elezioni di midterm.

Scontro con l’Italia e tensioni tra alleati

Lo strappo con il Vaticano si inserisce però in un contesto più ampio di tensioni tra Washington e diversi alleati europei. Le dichiarazioni di Trump hanno provocato una frizione diretta anche con la premier Giorgia Meloni, che ha definito “inaccettabili” gli attacchi al Papa e ha preso le distanze dalla linea americana sul conflitto con l’Iran. La reazione della Casa Bianca non si è fatta attendere: l’Italia è stata inserita tra i Paesi considerati poco collaborativi, accusata di non sostenere adeguatamente gli Stati Uniti. Sul tavolo della visita di Rubio ci saranno quindi temi cruciali come Nato, basi militari americane e allineamento strategico, con particolare attenzione al caso della base di Sigonella e al ruolo dell’Alleanza nella crisi mediorientale. Un quadro che evidenzia come la missione diplomatica non riguardi solo il Vaticano, ma un più ampio tentativo di ricompattare un fronte occidentale sempre più diviso.

Iran, Hormuz e le incognite sulla missione

Al centro dei colloqui ci sarà inevitabilmente anche la crisi con l’Iran, aggravata dal blocco nello Stretto di Hormuz e dal lancio dell’operazione “Project Freedom”, con cui Washington punta a garantire la sicurezza del traffico marittimo. L’Italia, attraverso il ministro degli Esteri Antonio Tajani, ha ribadito la propria posizione sulla questione nucleare iraniana, definita una “linea rossa”, ma resta cauta su un coinvolgimento diretto. In questo contesto, Rubio incontrerà non solo Meloni ma anche i ministri Tajani e Crosetto, mentre sullo sfondo restano altri dossier sensibili come Gaza, il Libano e la questione dei dazi commerciali, con Trump pronto a nuove misure contro l’Europa. Non manca infine il tema Cuba, particolarmente caro a Rubio, che potrebbe emergere nei colloqui in Vaticano. Tuttavia, tra gli osservatori diplomatici prevale un certo scetticismo: la missione appare complessa e non è affatto scontato che riesca a contenere le tensioni generate direttamente dalla linea aggressiva del presidente americano.

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Ultimo Aggiornamento: 05/05/2026 09:02

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