
C’è un sorriso che non si è mai spento, nemmeno quando il corpo ha smesso di rispondere. Uno sguardo vivace, determinato, capace di raccontare una storia che va oltre ogni limite. È quella di Francesca De Poi, 27 anni, che dal 2018 vive con una tetraplegia incompleta, ma ha scelto di non arrendersi.
Tutto cambia in un attimo, durante un periodo di studio all’estero. Un dolore improvviso, poi il peggioramento rapido, fino a due arresti cardiaci nel giro di poche ore. Quando si risveglia, Francesca non riesce più a muoversi né a parlare. «Sentivo tutto, ma non riuscivo a fare nulla», racconta. Un’esperienza devastante, segnata da una domanda che ancora oggi resta senza risposta: perché è successo?
Prima il dolore, poi la paralisi: cos’è successo
Dopo il ricovero all’ospedale Niguarda e la riabilitazione a Udine, il ritorno a Treviso segna l’inizio di una nuova vita. Una ripartenza fatta di piccoli progressi e grandi obiettivi.
Francesca torna a studiare e si iscrive alla Sapienza Università di Roma, dove consegue prima la laurea triennale e poi quella magistrale in Economia, con il massimo dei voti. Approfondisce i temi della sostenibilità, frequenta un master e trova anche lavoro, in modalità smart working, in un’azienda del settore.
«Studiare mi ha fatto sentire di poter ancora costruire qualcosa», spiega. Un percorso che diventa simbolo di resilienza, ma anche di ricerca continua. Perché accanto ai successi resta il bisogno di capire: le sue cartelle cliniche sono state inviate in centri specializzati in tutto il mondo, nella speranza di ottenere una diagnosi e magari una cura.
Nonostante tutto, Francesca non si è mai chiusa. Esce, coltiva amicizie, condivide la sua esperienza per aiutare altri ragazzi. «A volte mi sento osservata», ammette, ma non rinuncia a vivere.
La sua è una storia di coraggio, ma anche un appello: a medici e specialisti, perché possano offrire risposte. E a chi si trova ad affrontare difficoltà simili, perché non smetta di credere nella possibilità di andare avanti.


