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“Ecco come stanno le cose”. Guerra, il report shock sugli attacchi iraniani alle basi Usa

Pubblicato: 06/05/2026 16:07

Gli attacchi iraniani contro le installazioni militari statunitensi in Medio Oriente avrebbero provocato danni molto più estesi rispetto a quanto comunicato finora dal Pentagono. A sostenerlo è una nuova analisi pubblicata dal Washington Post, basata su immagini satellitari e verifiche indipendenti, che parla di oltre 228 strutture o sistemi militari colpiti nelle basi americane della regione.
Secondo il quotidiano americano, sarebbero stati danneggiati o distrutti hangar, caserme, depositi di carburante, radar, sistemi di difesa aerea e perfino velivoli. Il report descrive un impatto molto più pesante di quello riconosciuto ufficialmente da Washington e alimenta interrogativi sulla reale portata delle operazioni iraniane e sulla vulnerabilità delle strutture Usa nel Golfo.

Le immagini satellitari e le verifiche indipendenti

L’inchiesta si basa su oltre cento immagini satellitari ad alta definizione diffuse inizialmente da fonti iraniane. Il Washington Post sostiene di aver verificato 109 immagini attraverso il confronto con i dati del sistema europeo Copernicus e con materiale commerciale indipendente. Altre 19 immagini sarebbero state escluse per mancanza di conferme sufficienti, ma non sarebbero emersi elementi di manipolazione.

Secondo la ricostruzione pubblicata, gli attacchi avrebbero coinvolto almeno 15 basi militari americane sparse nella regione mediorientale. I giornalisti avrebbero inoltre individuato autonomamente ulteriori strutture danneggiate non presenti nei materiali diffusi da Teheran, rafforzando così la tesi di un bilancio molto più pesante rispetto alle versioni ufficiali.

Il nodo delle immagini oscurate durante il conflitto

Uno degli aspetti più controversi riguarda però la gestione delle immagini satellitari durante la guerra. Il Washington Post riferisce che importanti operatori del settore, tra cui Vantor e Planet, avrebbero limitato o ritardato la diffusione delle immagini del Medio Oriente su richiesta del governo americano.

Una scelta che avrebbe reso più difficile valutare in tempo reale l’effettiva entità dei danni subiti dalle basi statunitensi. Il report rischia ora di aprire un nuovo fronte politico e mediatico negli Stati Uniti, mentre cresce il dibattito sull’efficacia della strategia americana nel Golfo e sul reale costo del confronto militare con Teheran.

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