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“Il ruolo della nonna!”. Garlasco, la bomba dei pm su Sempio

Pubblicato: 07/05/2026 10:58

Nel caso del delitto di Garlasco, che da anni continua a essere al centro di indagini, ricostruzioni e controversie giudiziarie, si apre una nuova fase investigativa caratterizzata da elementi ulteriori che stanno ridefinendo il quadro complessivo. Una vicenda che, tra atti istruttori, consulenze tecniche e interrogatori, si arricchisce di dettagli destinati a essere valutati nel prosieguo dell’inchiesta.

Le ultime mosse della Procura di Pavia si inseriscono in un lavoro di revisione complessiva degli elementi raccolti nel tempo, con particolare attenzione alle analisi scientifiche e alle nuove interpretazioni delle tracce già repertate. Un percorso investigativo che, secondo gli atti, punta a chiarire ogni passaggio delle ore successive all’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007.
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Il ruolo della nonna nella nuova ipotesi investigativa

Tra i nuovi elementi emersi nella ricostruzione degli inquirenti compare anche il possibile passaggio di Andrea Sempio nell’abitazione della nonna, situata a breve distanza dalla villetta di via Pascoli. Secondo questa ipotesi, il giovane si sarebbe recato lì dopo i fatti contestati, trovando un luogo dove potersi fermare per un ulteriore passaggio di pulizia personale.

Si tratta di un tassello che, nella ricostruzione complessiva, viene collocato nel contesto delle ore successive all’omicidio e che gli investigatori stanno valutando insieme ad altri elementi già acquisiti nel corso dell’indagine.

Le intercettazioni e il quadro accusatorio

A supporto della nuova impostazione investigativa, la Procura considera anche le intercettazioni ambientali emerse recentemente, tra cui un soliloquio registrato in auto nell’aprile 2025. In quelle conversazioni, secondo quanto trapelato, l’indagato farebbe riferimento a Chiara Poggi, a presunti contatti telefonici e a elementi della vita privata della vittima.

Nel quadro delineato dagli inquirenti, tali elementi si affiancherebbero a una serie di riscontri tecnici e consulenze, contribuendo a rafforzare l’ipotesi investigativa su cui si sta concentrando l’attenzione.

Parallelamente, viene sottolineata la posizione già definita in sede giudiziaria nei confronti di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio. In questo contesto, eventuali nuovi sviluppi potrebbero incidere anche su possibili richieste di revisione del processo.

L’ipotesi sull’ingresso nella villetta e la dinamica del delitto

Secondo la ricostruzione che gli inquirenti stanno esaminando, la mattina del delitto la porta della villetta sarebbe stata aperta per consentire l’uscita dei gatti e successivamente non sarebbe stata richiusa a chiave. Questo elemento viene considerato nella valutazione delle possibili modalità di accesso all’abitazione.

La ricostruzione ipotizza che la vittima, sorpresa all’interno della casa, fosse in condizioni di vulnerabilità e che abbia tentato di difendersi durante l’aggressione. Le consulenze tecniche, tra cui quelle dell’anatomopatologa Cristina Cattaneo, vengono richiamate per interpretare le lesioni e le tracce rilevate sulle mani e sulle caviglie.

Secondo quanto riportato nella nuova ipotesi, la sequenza dei fatti includerebbe un’aggressione iniziale a mani nude e un successivo uso di un oggetto contundente, individuato dagli investigatori in un martello mai ritrovato e già segnalato come possibile arma del delitto dalla famiglia Poggi.

Le tracce, il sangue e le ricostruzioni tecniche

Un ulteriore punto centrale della nuova analisi riguarda le tracce biologiche e le impronte rinvenute sulla scena del crimine. Tra queste viene evidenziata un’impronta denominata “33”, oltre a una traccia di sangue localizzata in prossimità del lavabo della cucina.

Secondo la ricostruzione della Procura, alcune verifiche effettuate successivamente avrebbero messo in luce possibili lacune nelle prime analisi, tra cui l’assenza di accertamenti su elementi della cucina che potrebbero aver avuto un ruolo nella dinamica dei fatti.

L’ipotesi investigativa descrive inoltre un possibile tentativo di pulizia dopo l’aggressione, con successivi spostamenti all’interno dell’abitazione e ulteriori passaggi considerati dagli inquirenti come rilevanti ai fini della ricostruzione.

Il silenzio dell’indagato e le prossime mosse

Dopo l’interrogatorio più recente, Andrea Sempio ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere davanti ai magistrati. Una decisione che si inserisce nella fase attuale dell’inchiesta, ancora in evoluzione e caratterizzata da una complessa attività di verifica degli elementi raccolti.

La Procura di Pavia prosegue quindi il lavoro di analisi incrociata tra consulenze, testimonianze e reperti, mentre il caso di Garlasco continua a rappresentare una delle vicende giudiziarie più discusse e seguite degli ultimi decenni, con nuove ipotesi che si affiancano a un quadro già stratificato da anni di procedimenti e sentenze.

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