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“Non ci chiuderete più in casa”. Hantavirus, Bassetti scatena il caos su vaccini e lockdown

Pubblicato: 08/05/2026 22:28

L’hantavirus torna improvvisamente al centro dell’attenzione internazionale e riapre ferite ancora vive dopo gli anni del Covid. Il focolaio scoppiato a bordo della nave da crociera MV Hondius, diretta verso le Isole Canarie, ha innescato una vasta operazione di tracciamento internazionale che coinvolge Europa, Africa e Asia. Mentre i passeggeri vengono monitorati e diversi paesi organizzano rimpatri e quarantene preventive, il dibattito pubblico si è rapidamente spostato dal piano sanitario a quello politico e sociale. A incendiare ulteriormente il confronto sono state le parole dell’infettivologo Matteo Bassetti, che ha collegato il caso dell’hantavirus alla necessità di rafforzare la cooperazione globale sulle emergenze sanitarie e di rivedere la posizione italiana sul Piano pandemico dell’Oms.

“Alla luce di quello che sta succedendo con l’hantavirus – ha scritto Bassetti su X – spero che il governo italiano voglia rivedere la sua posizione sul Piano pandemico Oms”. Per il direttore di Malattie infettive del San Martino di Genova, quanto sta accadendo dimostra quanto sia fondamentale una strategia coordinata tra Stati per prevenire e gestire eventuali future pandemie. Le sue dichiarazioni arrivano mentre diversi paesi stanno isolando passeggeri e avviando controlli sanitari. A Singapore due persone provenienti dalla MV Hondius sono state ricoverate e sottoposte a test. In Belgio è stato organizzato il rimpatrio di due cittadini che saranno trasferiti all’ospedale universitario di Anversa. Anche gli Stati Uniti stanno preparando un volo speciale per riportare a casa i propri cittadini presenti sulla nave. Nel frattempo un nuovo caso sospetto è emerso sull’isola di Tristan da Cunha, nell’Atlantico meridionale, dove si trova un cittadino britannico potenzialmente collegato al focolaio.

Lo scontro social tra Bassetti e Heather Parisi

A riaccendere definitivamente il clima da pandemia è stato lo scontro social tra Matteo Bassetti e Heather Parisi, già protagonista di duri confronti durante il Covid. La showgirl ha scritto su X che non accetterebbe mai un nuovo lockdown o eventuali pressioni vaccinali legate all’hantavirus: “Non andrò in lockdown per Hantavirus. Non mi ingannate con la propaganda”. Parole che hanno immediatamente alimentato il dibattito online, riportando al centro temi come obblighi sanitari, restrizioni e libertà individuali.

La replica di Bassetti è stata altrettanto dura: “Nessuno la vaccinerà perché non esiste un vaccino”. L’infettivologo ha ricordato che, almeno per alcune varianti dell’hantavirus, non esistono né vaccini né terapie specifiche e che proprio per questo il monitoraggio dei contatti rappresenta uno strumento fondamentale. Bassetti ha inoltre citato uno studio pubblicato sul New England Journal of Medicine relativo a un’epidemia di Hantavirus Andes verificatasi in Argentina nel 2018, quando il virus si diffuse da pochi super-diffusori fino a coinvolgere 27 persone. Secondo l’esperto, con gli attuali numeri del focolaio collegato alla MV Hondius si potrebbero sviluppare “altri 40-50 casi” se il tracciamento non dovesse essere rapido ed efficace.

Casi sospetti, rimpatri e allarme internazionale

Il caso più monitorato resta quello della nave da crociera, dove il virus avrebbe già provocato diverse vittime e numerosi contatti considerati a rischio. Le autorità sanitarie di più paesi stanno seguendo con attenzione i movimenti dei passeggeri. In Spagna una donna è stata isolata dopo aver viaggiato su un volo vicino a una passeggera olandese poi morta per hantavirus a Johannesburg. I test sono ancora in corso, anche se le autorità parlano di rischio “piuttosto improbabile”. Nel Regno Unito, invece, un cittadino resta ricoverato in terapia intensiva in Sudafrica.

Gli esperti continuano a sottolineare che il rischio di contagio diffuso, allo stato attuale, sarebbe limitato soprattutto ai contatti ravvicinati. Lo stesso Bassetti ha spiegato che il virus “si trasmette solamente a contatti vicini attraverso le goccioline del respiro”, definendola “una buona notizia”. Nonostante questo, il tema sta assumendo rapidamente anche una dimensione politica e culturale, perché il ricordo della pandemia di Covid continua a influenzare profondamente il modo in cui opinione pubblica e governi reagiscono a ogni nuova emergenza sanitaria. Ed è proprio questo, più ancora del focolaio stesso, ad alimentare oggi tensioni e polemiche.

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